Abusò della compagna di giochi della figlia. “Ingiungete una pena di sette anni”
Il 39enne ferrarese attualmente in giudizio per aver abusato sessualmente dell’amichetta della figlia, che all’epoca dei fatti contestati non aveva ancora 14 anni, rischia una severa condanna in abbreviato a sette anni di reclusione, come richiesto ieri (mercoledì 1° aprile) dalla pm Isabella Cavallari.
La situazione, che si è verificata in provincia di Ferrara, risale al 2023. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo, assistito dall’avvocato Giuseppe Incandela, avrebbe sfruttato la giovane, che è rappresentata dall’avvocato Raffaella Tonti Spadoni, costringendola a subire un rapporto sessuale completo.
L’episodio sarebbe avvenuto all’interno dell’abitazione del 39enne, dove la ragazza aveva deciso di trascorrere alcune ore in compagnia dell’amica.
A far emergere la situazione sono state alcune rivelazioni che la giovane ha fatto a un familiare dopo aver subito il presunto abuso, il quale ha poi presentato denuncia. Da quella segnalazione è scaturita l’inchiesta che ha portato gli inquirenti a indirizzare le loro attenzioni sull’attuale imputato, accusato di violenza sessuale aggravata.
La difesa ha quindi optato per il rito abbreviato, subordinato all’ascolto dell’ex compagna dell’uomo, richiedendo che il processo si svolgesse sulla base degli atti. Tra questi è inclusa anche la consulenza, che ha confermato l’affidabilità del racconto della minore, successivamente cristallizzato attraverso l’incidente probatorio.
L’uomo, per scelta della difesa, non ha mai fornito dichiarazioni.
Il processo riprenderà in aula il 27 maggio, quando il collegio del tribunale di Ferrara (presieduto da Giuseppe Palasciano) pronuncerà la sentenza.
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