Accusò un uomo di rapina, ma era lui l’aggressore. Il giudice: “Nessun fraintendimento”

Accusò un uomo di rapina, ma era lui l’aggressore. Il giudice: “Nessun fraintendimento” 1

Un’ipotesi, quella del fraintendimento, che è risultata essere “priva di fondamento” e “radicalmente esclusa” dal momento che l’imputato ha denunciato la parte civile per un reato che “non aveva commesso”. È la motivazione con cui il gup Marco Peraro del tribunale di ha condannato in abbreviato a un anno, un mese e dieci giorni un 24enne italiano, finito a processo con l’accusa di calunnia dopo aver denunciato un 65enne di per una presunta tentata rapina aggravata in stazione mai accaduta.

L’uomo, tuttavia, era stato successivamente assolto con formula piena dal tribunale di Ferrara. Determinanti erano risultate le immagini della videosorveglianza, che avevano ricostruito una dinamica dei fatti completamente diversa da quella denunciata dal giovane: secondo quanto accertato, era stato proprio il 23enne, insieme ad altri tre componenti della baby gang di cui faceva parte, ad aggredire il 65enne, accusandolo poi ingiustamente del tentativo di rapina.

Il fatto era avvenuto a novembre 2022. Secondo una prima erronea lettura dei fatti da parte degli inquirenti, ingannati dal racconto del 23enne, il 65enne aveva prima minacciato un giovane, intimandogli di consegnare lo smartphone che aveva in mano e poi aveva anche aggredito un amico che era intervenuto per difenderlo. L’uomo era quindi finito a processo con giudizio immediato ma, una volta arrivata a dibattimento, la vicenda aveva preso una piega totalmente inaspettata.

Grazie a un approfondimento di indagine chiesto dall’avvocato difensore Fiorella Shane Arveda infatti, che portò anche a una visione delle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti in zona, fu possibile ricostruire che in realtà era stato lo stesso 65enne a essere aggredito in precedenza proprio da quei ragazzi. Il gruppetto lo aveva inseguito, fermato, accerchiato e poi picchiato con calci e pugni, prima di chiamare gli agenti della per incolparlo beffardamente, nonostante l’uomo aggredito avesse chiamato quattro volte l’utenza del 112 per un intervento immediato. A riprova di ciò, il ragazzo che aveva sporto querela ha ritrattato tutto, dicendo in udienza “che era stato tutto un fraintendimento”.

Un fraintendimento che però è finito per diventare un vero e proprio boomerang giudiziario.

Il 65enne infatti, una volta assolto con formula piena nel procedimento principale, aveva sporto denuncia per calunnia nei confronti del 24enne, già detenuto per altri procedimenti giudiziari, fino alla condanna – arrivata lo scorso 30 settembre – a oltre un anno.

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