Quattro anni di reclusione. Questa è la richiesta di pena presentata ieri (mercoledì 15 luglio) in procedimento abbreviato dalla Procura di Ferrara nei confronti di un 39enne di nazionalità italiana, accusato di violenza sessuale nei confronti di una giovane donna che, al momento dei fatti, aveva 19 anni.
L’episodio si è verificato nel maggio 2024 durante una serata con amici.
Secondo la versione accusatoria, dopo averla seguita nel bagno del bar, l’uomo – che aveva 39 anni – l’avrebbe afferrata per immobilizzarla, iniziando a farle delle avances contro la sua volontà. Prima l’avrebbe baciata, poi le avrebbe abbassato le spalline del vestito per toccarla.
Fermata, la giovane avrebbe quindi cercato di spingere via l’uomo e di intimargli di smettere, senza però riuscirci. Il 37enne, infatti, secondo l’accusa, avrebbe continuato la sua azione, compiendo atti sessuali su di lei, che in lacrime gli chiedeva di fermarsi.
Sarebbe anche giunto ad abbassarsi i pantaloni nel tentativo di avere un rapporto completo. Tentativo però interrotto quando qualcuno ha bussato alla porta, dissuadendo l’uomo e costringendolo a rivestirsi e ad andarsene, mentre la ragazza rimase immobile e sconvolta da quanto accaduto.
Profondamente scossa per l’accaduto, la giovane – assistita dall’avvocato Fiorella Shane Arveda – non ha immediatamente contattato i carabinieri, che sono stati avvisati solo qualche giorno dopo per presentare denuncia, dopo aver condiviso la sua esperienza con alcune amiche che l’hanno supportata nel raccontare tutto.
Durante l’udienza di ieri mattina, il 39enne – difeso dall’avvocato Melissa Romani – ha rilasciato dichiarazioni spontanee, affermando di essere stato ingiustamente descritto come un mostro e sostenendo che non ci sarebbe stata alcuna violenza e che il rapporto tra i due sarebbe stato consensuale.
Il processo riprenderà in aula il 16 settembre per eventuali repliche e per la lettura della sentenza da parte del gup Marco Peraro.