Alessandro Coatti ucciso in seguito a una frode legata al “viaggio del milionario”.

Alessandro Coatti ucciso in seguito a una frode legata al "viaggio del milionario". 1

Alessandro Coatti, un biologo di 39 anni, originario di Alfonsine e nato a Portomaggiore, è stato assassinato e smembrato in Colombia nella località di Santa Marta, e si sospetta che sia stato vittima della nota truffa del “viaggio del milionario“.

A riportarlo è il giornale sudamericano Noticias Caracol, che riferisce come gli investigatori abbiano accertato che, una volta arrivato nell’abitazione nel quartiere di El Pando, il ricercatore sarebbe stato oggetto di violenze e torture per “estrarre tutte le informazioni sui suoi conti bancari” e costringerlo a rivelare i PIN delle sue carte di credito”.

Il caso di Alessandro Coatti ha suscitato grande shock in Colombia e in Italia per la sua brutale ferocia. Tutto è iniziato il 6 aprile 2025, quando alcuni bambini trovarono una valigia abbandonata nei pressi dello stadio Sierra Nevada: all’interno erano presenti la testa, le mani e i piedi di un individuo.

Nei giorni successivi, ulteriori resti furono scoperti in diverse aree della città, fino al recupero quasi totale del corpo. Dopo le prime ipotesi, gli esami genetici e forensi hanno confermato che si trattava effettivamente del ricercatore, riconosciuto a livello internazionale e membro della Royal Society of Biology del Regno Unito.

Coatti, arrivato da solo a Santa Marta il 3 aprile e alloggiato in una struttura nel centro storico, sarebbe stato adescato tramite un’app di incontri da una banda specializzata nel derubare turisti stranieri.

Tuttavia, una volta catturato dai rapitori, sostiene sempre Noticias Caracol, a differenza di altre vittime, lo scienziato si oppose alle richieste di estorsione. Da qui il brutale omicidio. “Quando si resero conto della situazione e del corpo dell’uomo, capirono di non poterlo portare via intero, quindi lo smembrarono”, hanno dichiarato gli investigatori.

In aggiunta, la polizia ha accertato che i criminali avevano venduto il cellulare della vittima. Dopo aver rintracciato il dispositivo, hanno confermato che veniva utilizzato a Santa Marta.

Il rapporto indicava che gli assassini avevano utilizzato una motocicletta per disperdere i resti in aree della città prive di videosorveglianza.

Gli investigatori – riporta un altro quotidiano colombiano, El Tiempo – hanno dichiarato di essere rimasti “stupiti dall’abilità dimostrata dai membri della banda nel pianificare, eseguire e poi insabbiare un crimine così orrendo”.

Per la morte del biologo ferrarese, la polizia colombiana ha arrestato sette persone con l’accusa di “omicidio, smembramento e tentato occultamento di cadavere, oltre al furto di effetti personali”.

Come riportato da Il resto del Carlino, inoltre, cinque indagati avrebbero confessato, mentre due hanno negato le accuse, dando inizio a due distinti percorsi processuali.

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