Alpinista di 50 anni trascinato per decine di metri da una valanga a Recoaro: morto Massimiliano Ferru
Una tragedia si è verificata sul Vajo Gabele a Recoaro, in provincia di Vicenza, dove un appassionato di scialpinismo ha perso la vita a seguito di un incidente avvenuto per una valanga. Massimiliano Ferru, 50 anni e residente a Mestre, è stato soccorso dal personale alpino di Recoaro tramite un elicottero proveniente da Treviso, ma le lesioni subite nell’incidente erano troppo gravi e non c’era più nulla da fare per lui.
Ferru era partito la mattina presto con un amico, salendo dal Vajo Diagonale, per poi decidere di tornare lungo il Vajo Gabele. È proprio in questa fase finale che si è verificato il distacco di neve e sassi che lo ha trascinato per diverse decine di metri. Sebbene rimanesse in superficie, il cinquantenne ha colpito ripetutamente le rocce, riportando ferite gravissime alla testa e all’addome. L’amico, che lo ha raggiunto e tirato fuori dalla neve, ha subito lanciato l’allerta, ma i soccorsi alpini, ostacolati dalle violente raffiche di vento, hanno potuto solo constatare il decesso.
Altri incidenti
Questo è il terzo incidente mortale in montagna in un arco di 24 ore. Nel Torinese, un uomo francese è stato sepolto da una massa di neve nel Comune di Bobbio Pellice. Il compagno, anch’egli di nazionalità francese, era riuscito a raggiungere il rifugio Jervis e ha lanciato l’allerta: l’uomo era stato travolto da una valanga e trascinato in fondo a un vallone, dove è stato trovato parzialmente coperto dalla neve. Anche per lui non c’è stato nulla da fare.
Poco prima, sempre in Piemonte, nel Cuneese, una slavina di grandi dimensioni aveva colpito quattro escursionisti, causando la morte di una donna di nazionalità straniera. Nella stessa area, in alta valle Maira, tra le montagne del comune di Acceglio, altre due persone in stato di ipotermia sono state salvate.
L’appello del soccorso alpino: “Escursioni pericolose”
Il soccorso alpino esorta alla massima cautela a causa della presenza di ghiaccio in montagna. Mai senza ramponcini, è l’avviso degli esperti: “L’attuale scarsità di neve compromette le gite di scialpinismo e di ciaspole. Molti scelgono di effettuare escursioni a piedi, ma i sentieri e le strade forestali, che a prima vista possono sembrare innocui, possono diventare pericolosi a causa del ghiaccio”, spiega Alberto Covi, presidente del Cnsas del Cai Alto Adige.