Amore giovanile o meccanismo di dominio? Una distinzione sfumata

Amore giovanile o meccanismo di dominio? Una distinzione sfumata 1

Quando si discute di amore adolescenziale, frequentemente l’immaginario collettivo evoca sensazioni di farfalle nello stomaco, intense prime cotte e il percorso di scoperta personale. Tuttavia, dietro questa narrazione romantica si celano segnali preoccupanti: dinamiche relazionali che trascendono la mera emozione e che, in numerosi casi, si configurano come forme di prevaricazione, controllo e violenza. Le evidenze contenute nel rapporto intitolato Stavo solo scherzando. Nuove evidenze sulla violenza nelle relazioni tra adolescenti — risultato di una collaborazione tra noti istituti di ricerca — mettono in discussione l’idea che certi comportamenti possano essere considerati “normali” o innocui, specialmente tra i giovani.

Quando il “giocare” cela qualcosa di più profondo

Nel linguaggio comune degli adolescenti, espressioni come “era solo uno scherzo” o “non intendevo offenderti” sono frequenti. Spesso vengono utilizzate per attenuare le tensioni o per giustificare comportamenti che, a un’analisi più approfondita, rivelano dinamiche di dominio, intimidazione o pressione psicologica. Nel contesto delle relazioni affettive giovanili, tali espressioni talvolta rappresentano un modo per evitare di riconoscere la vera gravità di un comportamento nocivo.

La ricerca Stavo solo scherzando si basa esattamente su questa ambiguità linguistica per indagare come alcuni comportamenti — descritti superficialmente come “battute” o “innocue” — siano in realtà percepiti e vissuti come violenti o invadenti da una parte significativa degli adolescenti. Si tratta di un’analisi che sfida la banalizzazione di atteggiamenti che, se non riconosciuti e affrontati, possono rinforzare modelli relazionali disfunzionali che si riproporranno anche in età adulta.

La violenza fisica tra i giovani

La percezione diffusa tende a considerare la violenza fisica nelle relazioni come un fenomeno tipico dell’età adulta o di contesti sociali difficili. Tuttavia, i dati raccolti nel rapporto evidenziano chiaramente che una significativa percentuale di adolescenti ha vissuto direttamente episodi di aggressione fisica all’interno di una relazione affettiva.

Secondo l’indagine, circa un giovane su quattro afferma di essere stato vittima di comportamenti aggressivi da parte del proprio partner. Ciò include episodi come spinte, schiaffi, pugni o il lancio di oggetti. Si tratta di cifre che sfidano la narrazione idealizzata dell’amore adolescenziale come esperienza innocua e leggera, rivelando invece che i confini tra gioco, gelosia e violenza possono risultare molto labili e facilmente violati.

Il controllo digitale

Oggi, le relazioni non si svolgono esclusivamente faccia a faccia: messaggi, social media e applicazioni di geolocalizzazione sono parte integrante delle interazioni tra i giovani. Se da un lato queste tecnologie facilitano la comunicazione, dall’altro possono trasformarsi in strumenti di controllo e intrusione.

Il rapporto illustra che un adolescente su tre ha vissuto forme di geolocalizzazione imposte dal partner. In altre parole, molti ragazzi e ragazze hanno sperimentato la situazione di avere qualcuno che monitorava costantemente la loro posizione. Questo non deve essere confuso con un semplice desiderio di “sapere dove sei”: nella maggior parte delle situazioni si tratta di associazioni tra controllo, gelosia e insicurezza che si concretizzano in comportamenti invadenti.

Non si tratta più di un amore incondizionato verso un individuo, ma, a mio avviso, ci troviamo di fronte a una forma di possesso e, persino, di manipolazione. La stessa dipendenza affettiva risulta dannosa, influenzando le dinamiche relazionali e compromettendo il benessere emotivo del partner o della persona coinvolta.

La condivisione non consensuale di immagini, una piaga costante

Un altro aspetto emerso dallo studio riguarda la diffusione non autorizzata di immagini intime. Dai dati risulta che più del 25% degli adolescenti ha affermato di aver visto proprie o altrui immagini private condivise senza consenso all’interno di una relazione.

Questa è una forma di violazione della privacy che, oltre a costituire un reato in molti ordinamenti, può avere effetti devastanti sulla sfera emotiva e psicologica delle vittime. La condivisione non consensuale di foto intime è spesso giustificata, da chi la compie, con frasi come “era solo per divertirsi” o “l’avevo cancellata, ma poi…”, contribuendo a sminuire la gravità dell’atto.

Anche il tema delle pressioni sessuali non è da trascurare; infatti, il rapporto dedica un’ampia analisi anche a questo fenomeno. Secondo il rapporto, quasi tre adolescenti su dieci — in media — riferiscono di essersi sentiti costretti almeno una volta a compiere atti sessuali indesiderati.

Questo non significa soltanto “insistenza”: in molti casi, il rifiuto o la mancanza di entusiasmo vengono interpretati dal partner come un ostacolo da superare, piuttosto che come un limite da rispettare. La pressione, sia implicita che esplicita, può manifestarsi in diverse forme — da richieste insistenti a ricatti emotivi — e tutte comportano rischi significativi per il benessere fisico e psicologico della persona coinvolta.

Insulti e prese in giro sono ormai all’ordine del giorno

Non meno preoccupante è l’incidenza di insulti e prese in giro basati su genere, orientamento sessuale o identità personale nelle relazioni giovanili. Secondo la ricerca, oltre un terzo degli adolescenti ha subito commenti denigratori o offensivi in relazione alla propria identità.

Questi comportamenti non devono essere considerati come semplici battute tra coetanei, ma come manifestazioni di stereotipi e pregiudizi radicati che si riflettono all’interno delle relazioni affettive. La presa in giro, l’umiliazione e l’uso del sarcasmo come strumento di controllo o sminuimento sono forme di violenza psicologica che producono effetti duraturi sulla percezione di sé e sull’autostima.

Questo rapporto mostra modelli comportamentali errati

L’amore adolescenziale non è — e non dovrebbe essere — soltanto emozione, scoperta o intensità. È anche un ambito in cui si apprendono norme relazionali, si stabiliscono confini personali e si interiorizzano modelli di comportamento che possono perdurare nel tempo.

In prossimità di una ricorrenza come San Valentino, che celebra l’affetto e la connessione tra le persone, diventa ancora più fondamentale interrogarsi su cosa significhi amare in modo sano e responsabile.

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