Artemis in rotta verso la Luna, segnale di avviso nel bagno. Cosa accade se si guasta il servizio igienico?

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Quando si accende una luce di allerta su una navetta spaziale, è sempre motivo di preoccupazione. Tuttavia, se la luce di allerta si attiva nella toilette, la tensione aumenta ulteriormente. Questo è accaduto nelle prime fasi del volo della missione Artemis diretta verso la . Si trattava solo di un segnale di un’anomalia non specificata; attualmente il gabinetto funziona correttamente, ma potrebbe non essere in grado di operare per l’intera durata della missione.

Dopo il malfunzionamento verificatosi un mese fa nel sistema igienico della nave da guerra Gerald Ford, in rotta verso l’Iran e costretta a una sosta imprevista a Creta per riparare i bagni a bordo, la luce rossa lampeggiante all’interno della capsula lunare dimostra che anche i dettagli meno prestigiosi rivestono importanza quando si pianifica una missione di alto profilo.

La cabina, di dimensioni simili a quelle di un aereo e sufficiente per ospitare un astronauta in piedi, era considerata un lusso per la capsula Orion. Le missioni Apollo non ne disponevano. Feci e urine venivano raccolte in sacchetti sigillati che sono stati lasciati sulla Luna.

Gli astronauti di Artemis non possono certamente affermare di godere di grande comodità, ma il momento in cui si chiudono in bagno rappresenterà l’unico attimo di privacy durante una missione di dieci giorni con quattro membri a bordo, tutti rinchiusi nei dieci metri cubi di Orion.

Per prevenire la dispersione degli escrementi nell’ambiente, si utilizzano tubi flessibili con un sistema di aspirazione, che sigillano poi i rifiuti all’interno del gabinetto fino al rientro sulla Terra. Questa volta, a differenza dell’era Apollo, nessun rifiuto sarà abbandonato sul satellite. Anche nel caso in cui il wc dovesse guastarsi e gli astronauti fossero costretti a tornare alle tradizionali bustine sigillate, dopo dieci giorni tutto verrà smaltito sul nostro pianeta.

La Nasa, nota per i suoi nomi altisonanti, ha denominato il bagno di bordo non wc, ma “Universal Waste Management System”, con il relativo acronimo Uwms. Questo sistema è uno dei più studiati e modificati nel corso degli anni (soprattutto sulla Stazione Spaziale Internazionale, dove i soggiorni possono durare mesi), in base alle esigenze degli astronauti.

In assenza di gravità, liberarsi non è affatto un compito semplice. Sono necessari degli strap per i piedi e delle maniglie per mantenere la posizione. La tavoletta su cui sedersi è più piccola e gli escrementi aspirati vengono conservati in una camera sottovuoto per prevenire la proliferazione di batteri e cattivi odori.

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