Attacchi al personale medico: quasi 18.000 incidenti registrati nel 2025.

Attacchi al personale medico: quasi 18.000 incidenti registrati nel 2025. 1

La violenza nei confronti del personale sanitario continua a costituire un problema strutturale all’interno del sistema di assistenza in Italia. Medici, infermieri, soccorritori e volontari si trovano sempre più frequentemente a operare in contesti caratterizzati da tensione e pericolo. I dati resi noti in occasione della Giornata di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari confermano una situazione che rimane allarmante, con aggressioni verbali, violenze fisiche e interventi delle forze dell’ordine.

Quasi 18mila aggressioni nel 2025

Nel 2025 sono state registrate quasi 18mila aggressioni ai danni di operatori sanitari e sociosanitari. Questo è quanto risulta dalla Relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie pubblicata dal ministero della Salute. Gli episodi segnalati sono stati complessivamente circa 18mila, mentre il numero totale delle persone coinvolte ha superato le 23mila unità (23.367), tenendo conto che un singolo evento può colpire più operatori. Il rapporto mette in evidenza una sostanziale stabilità del fenomeno rispetto al 2024, quando erano state registrate 18.392 aggressioni. Tuttavia, aumenta il numero complessivo di operatori aggrediti: si passa da circa 22mila nel 2024 a oltre 23mila nel 2025.

Pene più severe e arresto in differita

“La sicurezza di chi si occupa della nostra salute è una priorità indiscutibile. Le aggressioni contro gli operatori sanitari rappresentano un fenomeno inaccettabile e per questo motivo abbiamo preso provvedimenti decisi”. Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha commentato i dati. “Abbiamo inasprito le sanzioni per gli aggressori, fino all’arresto in flagranza differita, e lavoriamo incessantemente per rafforzare le misure di prevenzione della violenza contro il personale e la sicurezza nelle strutture sanitarie. Proteggere gli operatori sanitari e socio-sanitari non è solo un obbligo, ma una garanzia per i cittadini di ricevere cure di qualità e più sicure”, aggiunge Schillaci.

Il rischio durante i soccorsi in ambulanza

Un contesto particolarmente critico riguarda l’attività dei soccorritori. Secondo il Report 2025 dell’Osservatorio sulle aggressioni della Croce Rossa Italiana, la maggior parte degli episodi si verifica proprio durante gli interventi di emergenza. Il 68,41% delle aggressioni agli operatori della Croce Rossa Italiana avviene infatti durante il trasporto in ambulanza. In oltre il 61% dei casi è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine, a testimonianza della gravità delle situazioni affrontate dagli operatori sanitari. Per quanto concerne la tipologia di violenza, nel 54,88% degli episodi si tratta di aggressioni verbali, mentre nel 45,12% dei casi le aggressioni sono fisiche, spesso con conseguenze per i soccorritori coinvolti. Nel complesso, nel corso del 2025 sono stati 48 gli episodi registrati a danno di operatori dell’associazione.

Chi sono gli aggressori

Il report mette in evidenza anche alcune caratteristiche ricorrenti degli episodi di violenza. In quasi la metà dei casi (47,59%) l’aggressore è un utente che sta ricevendo assistenza, mentre nel 14,6% degli episodi la violenza è perpetrata da un gruppo di persone. Nel 69,93% dei casi l’aggressore è di sesso maschile. L’Osservatorio della Croce Rossa Italiana, istituito nel 2018, raccoglie le segnalazioni attraverso una piattaforma dedicata agli operatori. Dalla sua creazione sono state elaborate 450 segnalazioni, con una media di oltre cinque aggressioni al mese.

La campagna “Non sono un bersaglio”

Per contrastare il fenomeno, la Croce Rossa Italiana promuove la campagna “Non sono un bersaglio”, avviata nel 2018. L’iniziativa mira a favorire attività di sensibilizzazione, formazione e prevenzione per tutelare gli operatori sanitari e i volontari impegnati nei soccorsi. La campagna si inserisce nel progetto internazionale del Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa “Health Care in Danger”, nato per affrontare l’aumento delle aggressioni contro il personale sanitario. L’obiettivo è ribadire un principio fondamentale: proteggere chi presta soccorso significa garantire il diritto alla cura e all’assistenza per tutta la comunità.

Infermieri nel mirino

“Un fenomeno inaccettabile da condannare in ogni circostanza. La violenza, sia essa fisica che verbale, di cui gli infermieri sono tra i principali bersagli, non ha mai giustificazioni. Detto ciò, è necessario con grande sincerità anche riconoscere che è il risultato del mal funzionamento del nostro Ssn. E, con la stessa sincerità, ammettere quanto sia peggiorata la situazione, poiché alle tensioni esterne, frutto della frustrazione dei pazienti o dei loro familiari, iniziano a sommarsi conflitti generati all’interno stesso del servizio sanitario”. Così afferma in una nota il segretario nazionale del Nursind Andrea Bottega.

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