Capodanno senza botti: ordinanze, appelli e sequestri record in tutta Italia

Capodanno senza botti: ordinanze, appelli e sequestri record in tutta Italia 1

Quest’anno, più che mai, il Capodanno in Italia si colora di responsabilità. Non solo per le ordinanze che proibiscono botti e fuochi d’artificio, ma anche per le richieste delle associazioni animaliste e ambientaliste. Lndc Animal Protection ha avviato la campagna “Il botto che cambia tutto? È quello che non fai”, esortando i sindaci a vietare petardi e fuochi e i cittadini a tutelare i propri animali. Enpa fa notare che i fuochi non sono un disagio momentaneo: “Per gli animali è panico puro”, evidenzia la presidente Carla Rocchi, citando episodi come quello di Novara, dove i botti vicino a un canile hanno causato una notte di terrore e necessità di interventi veterinari.

L’aumento del battito cardiaco nelle oche selvatiche

Il Wwf fornisce dati scientifici: le esplosioni provocano traumi e fughe negli animali selvatici, stress negli animali domestici e inquinamento ambientale. Uno studio austriaco ha dimostrato che il battito cardiaco delle oche selvatiche, durante la notte di Capodanno, aumenta del 96%, mentre in Spagna il rumore ha alterato il ciclo riproduttivo dei passeri. E non riguarda solo la fauna: i botti rilasciano metalli pesanti e perclorati, contaminando aria, suolo e acqua. “Il Capodanno può diventare una festa per tutti, anche per gli animali”, ribadiscono le associazioni, suggerendo alternative come spettacoli di droni e giochi di luce.

Le ordinanze

Emilia Romagna

A Imola, il sindaco Marco Panieri ha firmato il 22 dicembre un’ordinanza che vieta botti dalle 00:00 del 31 dicembre fino alla mezzanotte del 1° gennaio. A Bologna, Matteo Lepore ha esteso il divieto dal 24 dicembre al 7 gennaio, con ulteriori restrizioni nella notte di Capodanno riguardo alla vendita di bevande in vetro e lattine. A Modena, il 29 dicembre è stato vietato l’uso di botti, spray urticanti e lanterne volanti fino al 2 gennaio, con multe che vanno da 50 a 300 euro.

Molise

A Termoli, il 22 dicembre è stata emanata l’ordinanza che chiude Corso Umberto I nelle notti festive e vieta botti e trasporto di artifici pirotecnici. Le sanzioni possono raggiungere i 5.000 euro.

Campania

Capri e Anacapri hanno firmato il 22 dicembre ordinanze che vietano botti dal 20 dicembre al 6 gennaio, con multe da 25 a 500 euro. A , il sindaco Gaetano il 29 dicembre ha disposto il divieto di fuochi, bottiglie in vetro e spray urticanti dalle 18 del 31 dicembre nelle aree di piazza Plebiscito, Municipio e lungomare. Benevento ha adottato misure simili il 23 dicembre.

Veneto

A , il 22 dicembre sono stati vietati botti, alcol e spray urticanti nelle aree degli spettacoli, mentre a Pordenone il divieto è permanente per motivi di protezione animale.

Puglia

A Taranto, il 22 dicembre è scattato il divieto di vendita e uso di botti illegali fino al 6 gennaio, con multe da 25 a 500 euro e sequestro del materiale.

Toscana

Firenze, Lucca e Prato hanno firmato ordinanze tra il 24 e il 29 dicembre: divieto di botti e contenitori in vetro con orari variabili; Prato estende il divieto fino al 7 gennaio.

Liguria

A Genova, è stata firmata un’ordinanza il 18 dicembre (validità dal 22 dicembre al 6 gennaio), ma sospesa dal Tar il 26 dicembre. Il Comune ha annunciato una nuova ordinanza specifica. A Imperia, i botti sono consentiti solo tra le 00:00 e le 1:00 del 1° gennaio, per tutelare persone fragili e animali. A Sestri Levante, il 29 dicembre è entrata in vigore l’ordinanza che vieta petardi e botti dal 31 dicembre al 7 gennaio nel centro storico e durante gli assembramenti; divieto anche per il vetro il 31 dicembre tra le 21:00 e le 7:00.

Marche

Ascoli Piceno, San Benedetto e Grottammare hanno adottato ordinanze il 24 dicembre: divieto assoluto di botti e mortaretti, con sanzioni fino a 500 euro e confisca del materiale. A Pesaro è stata emessa un’ordinanza valida dal 31 dicembre al 6 gennaio, che vieta botti nei pressi di piazza del Popolo, ospedali, canili e aree per animali. È previsto il divieto di vetro e alluminio e una sanzione fissa di 150 euro.

Piemonte

A Venaria Reale, il 29 dicembre è stato vietato l’uso dei botti dal 30 dicembre al 3 gennaio, eccetto quelli di categoria F1, a seguito di un grave incidente dello scorso anno. Nei Comuni della cintura sud di Torino (come Beinasco, Nichelino, Moncalieri, Trofarello), sono state emesse ordinanze prima di . A Trofarello, ad esempio, il sindaco Stefano Napoletano ha vietato il lancio di fuochi d’artificio il 31 dicembre e il 1° gennaio, con multe fino a 500 euro.

Lombardia

ha predisposto il 27 dicembre un piano di sicurezza: piazza Duomo transennata, ingressi contingentati, divieto di botti, spray e vetro dalle 13 del 31 dicembre. A Varese è previsto il divieto ai fuochi e botti dalle 00:00 del 31 dicembre alle 24:00 del 1° gennaio, in tutta la città (pubblico o privato) con sanzioni fino a 500 euro e sequestro del materiale. A Valbrona, il 28 dicembre, il sindaco Luca Ghezzi ha firmato un’ordinanza che blocca fuochi e petardi dal 30 dicembre alle 14 fino alle 24 del 1° gennaio, con multe fino a 500 euro.

Trentino-Alto Adige

Nove comuni della Val di Fiemme hanno annunciato il 28 dicembre un’iniziativa congiunta contro i botti; a , il 29 dicembre, è stata emessa un’ordinanza per accessi controllati e divieto di introdurre vetro, alcolici e materiale pirotecnico.

Friuli-Venezia Giulia

A Udine, il 24 dicembre, il sindaco Alberto Felice De Toni ha firmato due ordinanze: una vieta botti e alcolici in piazza Primo Maggio dalle 19 del 31 dicembre alle 4 del 1° gennaio e l’altra proibisce i fuochi nel territorio comunale dal 24 dicembre al 6 gennaio.

Umbria

A Orvieto, il 29 dicembre è stato vietato l’uso di botti in piazza Duomo dalle 20 del 31 dicembre alle 6 del 1° gennaio. Ad Assisi e Bastia Umbra sono state emesse ordinanze attive dalle 20 del 31 dicembre alle 8 del 1° gennaio (Assisi) e dalle 18 del 31 alle 14 del 1° gennaio (Bastia): fuochi, petardi e spray vietati, sanzioni 25–500 euro e confisca. È stata sottolineata la sicurezza in luoghi storici e la protezione degli animali. A Terni, un’ordinanza è in vigore dalle 16 del 30 dicembre al 1° gennaio, che vieta petardi e giochi pirotecnici in aree pubbliche e nelle vicinanze di canili, ospedali e luoghi sensibili. La sanzione è di 50 euro.

Abruzzo

L’Aquila ha confermato il 27 dicembre il divieto in ambito urbano, con multe fino a 500 euro per tutte le festività.

Lazio

Viterbo ha firmato il 29 dicembre un’ordinanza che estende il divieto fino al 6 gennaio, con sanzioni da 25 a 500 euro e sequestro del materiale. A , il sindaco Roberto Gualtieri ha firmato un’ordinanza in vigore dalle 00:01 del 31 dicembre 2024 fino alle ore 24:00 del 6 gennaio 2025, che vieta l’uso di petardi, botti e artifici esplodenti su tutto il territorio comunale, permettendo solo materiali a basso impatto (fontane luminose, bengala, coriandoli) e prevedendo multe da 25 a 500 euro. A Lariano, dal 30 dicembre alle 8 del 2 gennaio, vi è un divieto totale a petardi e artifici, eccetto F1 e F2 a basso rischio, con controlli e forte protezione per categorie fragili e animali. A Anagni, il 29 dicembre il sindaco Daniele Natalia ha firmato il divieto assoluto di botti nel centro urbano tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, per la tutela del patrimonio storico, della sicurezza e degli animali.

Sicilia

A , il 30 dicembre, il sindaco Enrico Trantino ha vietato l’uso di fuochi e petardi per 48 ore, dalle 8 del 31 dicembre fino alla mezzanotte del 1 gennaio, con multe da 100 a 500 euro.

Maxi sequestri e l’allerta delle forze dell’ordine

In aggiunta ai divieti, le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli, portando a sequestri record. Dal 17 al 30 dicembre sono state sottratte al mercato clandestino oltre 10 tonnellate di botti illegali. Il 24 dicembre, a Locri, la Polizia ha sequestrato 5 tonnellate di materiale pirotecnico, di cui 900 kg di esplosivo netto, denunciando due persone. Nello stesso giorno, a Rieti, la Guardia di Finanza ha rinvenuto 2 tonnellate di fuochi e precursori chimici in un magazzino abusivo. Il 22 dicembre, a Cosenza, sono stati confiscati 1 tonnellata di botti in due depositi illegali; sempre il 22, a Benevento, sono stati scoperti 3.500 articoli artigianali in un garage, con arresti domiciliari per il proprietario. Il 27 dicembre, a Milano, la GdF ha sequestrato 1,2 tonnellate di fuochi illegali, tra cui un cilindro lanciarazzi artigianale. Il 29 dicembre, a Isernia, oltre 500 chili di botti sono stati bloccati in provincia di Caserta. A Brescia, il 29 dicembre, sono state sequestrate 2,8 tonnellate in 14 operazioni. A Padova, il 20 dicembre, sono state trovate 1,3 tonnellate di articoli stoccati in violazione delle normative di sicurezza. A Napoli, gli artificieri hanno distrutto nel 2025 44 chili di esplosivo, insieme a granate e bombe a mano, avviando campagne di sensibilizzazione nelle scuole. “I botti illegali sono sempre più simili a IED”, avverte il luogotenente Gaetano Savarese: contenitori in plastica aumentano la forza della detonazione, fino a 300 grammi di miscela esplosiva per ordigno.

Il mercato nero: dal pallone Maradona alla Bomba Gaza

Ogni anno il mercato clandestino crea ordigni sempre più potenti e li battezza con nomi accattivanti. Si è passati dal pallone Maradona, famoso petardo napoletano, alla Bomba D1OS, alla Bomba Kvara (capace di aprire crateri di un metro), alla Bomba Sinner e alla più recente Bomba Gaza, richiamo al conflitto mediorientale per pubblicizzarne la potenza. Questi ordigni, privi di controlli e regole di sicurezza, possono causare frane durante le distruzioni controllate. Il giro d’affari è enorme: solo a Napoli e provincia si stima 30 milioni di euro l’anno. “Dietro ogni nome c’è un pericolo reale”, mettono in guardia i carabinieri.

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