Carabiniera deceduta nell’incidente. “Ho osservato il veicolo entrare nella carreggiata opposta”

Carabiniera deceduta nell'incidente. “Ho osservato il veicolo entrare nella carreggiata opposta” 1

Cento. Nella mattinata di ieri (lunedì 15 giugno) si sono presentati i primi testimoni del processo riguardante la tragica morte di Emily Vegliante, la carabiniera di 22 anni originaria di Solopaca, in servizio a San Giovanni in Persiceto, deceduta nel pomeriggio dell’11 maggio 2023 a causa di un grave incidente stradale lungo la Strada Provinciale 66. L’incidente si è verificato nelle immediate vicinanze dell’incrocio tra via Modena e via di Renazzo, nel comune di Cento.

Sotto accusa si trova un uomo di 51 anni di Cento che stava percorrendo la strada da San Giovanni in Persiceto verso Renazzo quando, secondo l’accusa della Procura di Ferrara, con la sua Peugeot 3008 avrebbe invaso la corsia opposta, andando a collidere frontalmente con la Fiat Punto su cui viaggiavano la giovane, seduta sul sedile anteriore lato passeggero, e un collega di 40 anni al volante. La militare morì sul colpo, mentre il collega fu trasportato in elicottero all’ospedale Maggiore di Bologna, dove gli furono riscontrate fratture considerate guaribili in oltre quaranta giorni. L’uomo di 51 anni, invece, fu portato al Santissima Annunziata.

A tentare di ricostruire la dinamica dell’incidente in aula è stato uno dei testimoni oculari, un meccanico che quel giorno stava testando un’automobile e che si trovava dietro la Peugeot 3008 guidata dall’imputato.

L’ho vista davanti a me per circa un chilometro. Quando la strada ha iniziato a curvare verso destra, l’auto ha cominciato a spostarsi verso la corsia opposta”, ha dichiarato. “Stava praticamente deragliando: le due ruote di destra erano sulla linea di mezzeria, mentre il resto del veicolo si trovava nell’altra corsia” ha aggiunto. A quel punto è sopraggiunta la Fiat Punto che “all’ultimo momento ha tentato di spostarsi per evitare l’impatto” ha continuato, ma le due automobili “si sono comunque scontrate“. Il violento impatto tra i due veicoli ha fatto sì che la Peugeot compisse una capriola in aria per poi atterrare in un campo a lato della strada.

Subito dopo l’incidente, il meccanico si era fermato per prestare aiuto. “Sono sceso e sono andato a controllare. La ragazza era riversa fuori dal finestrino, sul lato esterno dell’auto, con le gambe incastrate nel cruscotto”, ha raccontato. Il testimone ha anche affermato di ricordare che “entrambi gli occupanti della Punto non indossavano le cinture di sicurezza“. Un secondo testimone, dipendente della Merighi Srl e tra i primi a contattare il 118 dopo l’incidente, ha poi riferito davanti al giudice Stefano Mandolesi di aver udito un “botto assordante e terrificante” e di essere immediatamente corso per capire cosa fosse successo.

In aula è stato ascoltato anche il carabiniere che si trovava alla guida della Fiat Punto, veicolo di cui era proprietario. Il militare, all’epoca in servizio presso la stazione di San Matteo della Decima, era stato inizialmente iscritto nel registro degli indagati prima che la sua posizione venisse archiviata. Ha raccontato che quel giorno, dalle 12 alle 13.30-14 – su disposizione del comandante della stazione di San Matteo della Decima e del comando della Compagnia di San Giovanni in Persiceto – aveva svolto un servizio in abiti civili, nelle vicinanze di un bosco, dove un cittadino aveva segnalato alcuni episodi di spaccio. Con lui c’era anche la collega Emily Vegliante, che – come specificato dal militare – in quel momento “era fuori servizio“.

“Il giorno precedente avevo effettuato un sopralluogo e, quel giorno, entrambi vestiti con abiti sportivi, avevamo simulato una corsa lungo una strada ghiaiata per svolgere un’attività di osservazione e appostamento“. Al termine del servizio, i due carabinieri si erano fermati a prendere un panino al McDrive di Cento prima di tornare in caserma. Durante il tragitto di rientro, però, si verificò il tragico incidente. “Quando siamo giunti in prossimità della curva, ho visto l’auto provenire dalla direzione opposta e invadere la nostra corsia. Ho cercato di sterzare e frenare, ma mi è piombata addosso“, ha raccontato il militare. Il carabiniere ha inoltre spiegato di non ricordare se lui e la collega indossassero le cinture di sicurezza al momento dell’impatto. “Ricordo solo di essermi risvegliato direttamente all’ospedale Maggiore”, ha riferito.

Nel procedimento non ci sono parti civili. Il carabiniere alla guida della Fiat Punto, dopo aver ricevuto l’integrale risarcimento del danno, è uscito dal procedimento, mentre il gup del tribunale di Ferrara ha respinto la richiesta di costituzione degli eredi di Emily Vegliante, poiché presentata in ritardo.

 

 

 

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