Chico Forti esce dal carcere per lavoro esterno, volontariato e corsi
ARRIVO DI CHICO FORTI A TRENTO DAL CARCERE DI VERONA PER LA VISITA ALLA MADRE ANZIANATRENTO 22 MAGGIO 2024FOTO PAOLO PEDROTTI
Chico Forti, l’imprenditore condannato per omicidio negli Stati Uniti e riportato in Italia dal governo Meloni su un volo di Stato, ha ricevuto dal Tribunale di sorveglianza di Venezia l’autorizzazione a lavorare al di fuori del carcere di Verona. Potrà partecipare a un corso di formazione per pizzaioli, svolgere attività di volontariato con anziani e insegnare windsurf a persone con disabilità. La richiesta presentata dai suoi legali – come riportato oggi da Il Gazzettino – è stata accettata dopo che una precedente richiesta di liberazione condizionale era stata rifiutata a settembre.
Lo scorso giugno, Forti aveva già ottenuto l’autorizzazione per frequentare le aule studio del carcere, e già da febbraio poteva usufruire di permessi per visitare la madre a Trento.
Tre mesi fa, il Tribunale di Sorveglianza di Venezia aveva respinto la prima richiesta poiché riteneva che non fossero emersi “sentimenti di colpa o di autentico dispiacere per i familiari della vittima né per i propri familiari”, evidenziando il “mancato risarcimento del danno, anche solo parziale”.
Condannato nel 2000 all’ergastolo negli Stati Uniti per l’omicidio dell’imprenditore Dale Pike, Forti è stato oggetto di una trattativa tra il governo Meloni e l’amministrazione Trump, che ha portato al suo trasferimento in Italia.
All’aeroporto di Pratica di Mare, è stato accolto dalla premier in persona. Un’accoglienza che ha suscitato non poche controversie, così come il «trattamento da re» che Forti ha affermato di ricevere dietro le sbarre. Il suo nome è tornato alla ribalta un anno fa, quando un educatore ha segnalato la confidenza ricevuta da un detenuto, secondo cui Forti avrebbe desiderato «contattare uno della ‘ndrangheta» per mettere a tacere Marco Travaglio, Selvaggia Lucarelli e il sindacalista Aldo Di Giacomo che in passato lo avevano criticato.