Chieti, indagini sulla madre dopo la morte di un bambino di 15 mesi: “Il piccolo aveva ingerito cocaina”

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Quella che durante l’estate scorsa sembrava essere una tragedia incomprensibile, un evento sfortunato, si è rivelata in realtà un caso di omicidio. Il bambino di appena 15 mesi deceduto lo scorso agosto a Vasto (Chieti), in Abruzzo, non è venuto a mancare per cause naturali o per un semplice incidente domestico. A causarne la morte è stata un’intossicazione acuta provocata dall’ingestione di cocaina rinvenuta all’interno della sua abitazione.

Per questo motivo, la madre del bambino è sotto indagine per e dovrà rispondere anche dell’accusa di aver fornito false informazioni al pubblico ministero. Durante i primi interrogatori riguardanti l’accaduto, infatti, la madre avrebbe omesso di informare i magistrati della presenza della sostanza stupefacente nell’abitazione. Quando la madre si recò in ospedale con il piccolo, le prime ipotesi si erano concentrate su un possibile soffocamento causato dall’ingestione di un oggetto estraneo o, in alternativa, sulla cosiddetta sindrome della morte in culla.

Le indagini successive (con l’abitazione sottoposta a sequestro da parte dell’autorità giudiziaria) hanno rivelato la presenza della sostanza stupefacente letale lasciata in casa, in un luogo facilmente accessibile al bambino di poco più di un anno. Le indagini proseguono.

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