Condannato a otto anni di reclusione per aver abusato dell’amica della figlia.

Otto anni di reclusione. Questa è la pena stabilita con rito abbreviato dal collegio del tribunale di Ferrara, guidato dal giudice Giuseppe Palasciano, nei confronti di un 39enne originario di Ferrara, accusato gravemente di aver perpetrato una violenza sessuale nei confronti dell’amichetta della figlia.

La decisione è stata comunicata nella mattinata di ieri, mercoledì 27 maggio, dopo che nella precedente udienza la pm Isabella Cavallari aveva richiesto una condanna di sette anni. L’uomo è inoltre obbligato a versare una provvisionale di 30mila euro a favore della vittima.

Il soggetto, difeso dall’avvocato Giuseppe Incandela, era accusato di violenza sessuale pluriaggravata in relazione a un episodio avvenuto nel 2023 nella provincia di Ferrara, ai danni di una bambina minorenne che, al momento dei fatti contestati, aveva meno di 14 anni.

Secondo la ricostruzione fornita dagli inquirenti, il 39enne avrebbe sfruttato la presenza della minore nella propria abitazione, dove la bambina si era recata dopo la scuola per trascorrere alcune ore con l’amica, costringendola a subire un rapporto sessuale completo.

Su di lei avrebbe anche esercitato violenza fisica.

A far emergere la situazione sarebbero state alcune confidenze che la ragazzina aveva condiviso con una familiare subito dopo il presunto abuso. La donna aveva poi avvisato la madre della giovane vittima. Quanto accaduto sarebbe stato riferito dalla minore anche a uno psicologo scolastico.

Da quella segnalazione è iniziata l’inchiesta che ha portato gli investigatori a indirizzare le proprie attenzioni sull’attuale imputato, accusato di violenza sessuale pluriaggravata.

La difesa ha quindi optato per il rito abbreviato, condizionato all’ascolto dell’ex compagna dell’uomo, richiedendo che il processo fosse discusso sulla base degli atti. Tra questi era presente anche una consulenza tecnica che aveva confermato l’affidabilità del racconto della minore, successivamente consolidato attraverso incidente probatorio.

L’uomo, per scelta della difesa, non ha mai fornito dichiarazioni.

Siamo soddisfatti” è il commento dell’avvocato Raffaella Tonti Spadoni, legale di parte civile che rappresenta la famiglia della vittima, dopo la lettura della sentenza. Le motivazioni saranno rese disponibili entro novanta giorni, dopodiché la difesa valuterà se presentare appello.

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