Crollo del ponte Trigno: rinvenuta la targa della Fiat Bravo. Assente ogni segno dell’uomo.
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Nella combo, il ponte crollato sulla strada statale 16 Adriatica e Domenico Racanati (ansa)
MONTENERO DI BISACCIA – Quello che inizialmente era un sospetto, a meno di ventiquattro ore dal crollo del ponte sulla statale trignina a causa delle avverse condizioni meteorologiche, è diventato una realtà. Tra le macerie, i vigili del fuoco hanno rinvenuto la targa e il paraurti della Fiat Bravo color champagne su cui viaggiava Domenico Racanati, l’automobilista pugliese di 53 anni scomparso proprio nel momento del crollo del ponte, diretto verso Ortona.
La telefonata
Ieri mattina era in conversazione con la moglie quando – come riportato dalla figlia Angela sui social – la linea è caduta improvvisamente. Da quel momento, il telefono è rimasto silenzioso e, con il passare delle ore, in famiglia è aumentato il timore che l’uomo fosse stato coinvolto in un incidente. Ansie che questa mattina sembrano aver trovato conferma. I vigili del fuoco, che da ieri sono impegnati sui due argini del Trigno, sia sopra che sotto i resti di quel che rimane del ponte, hanno rinvenuto alcuni pezzi dell’auto dell’uomo. La carcassa non è stata trovata e – al momento – fa sapere la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, giunta in tarda mattinata sul posto insieme alla sindaca di Montenero di Bisaccia, Simona Cantucci – neanche il corpo. Le ricerche dovranno proseguire, estendendosi al mare dove il fiume, ingrossato dalla pioggia e dai detriti, potrebbe aver trascinato tutto.
Le ricerche
Per questo motivo, le ricerche continuano, con i vigili del fuoco, inclusa la squadra di sommozzatori. Sono attivi a terra, mentre gli elicotteri monitorano l’area dall’alto, e la Guardia costiera è presente in mare. L’ipotesi che due auto fossero passate sul ponte nonostante la chiusura della strada ha iniziato a circolare ieri e questa mattina l’Anas ha confermato la notizia. “Dalle verifiche effettuate, anche attraverso l’analisi dei filmati disponibili, risulta che due veicoli abbiano transitato nel tratto interdetto, violando il divieto di circolazione vigente”. Da giorni la strada era chiusa a causa dell’acqua che la invadeva, e transenne erano state posizionate da entrambi i lati del viadotto, ma come confermato a Repubblica ieri dal comandante della polizia locale di Montenero, rimasto per tutta la notte “di guardia” al fiume, molti hanno tentato di passare nonostante il divieto. “Abbiamo mandato indietro persone fino alle 2.30 – 3 di notte”. Ieri mattina, ha spiegato Pierfrancesco Assogna, lui e il collega sono rimasti fino alle 9.20 sul lato di Montenero del viadotto, poi si sono allontanati per controllare altri possibili punti critici. Neanche dieci minuti dopo è scattato l’allerta. “Quando il dipendente Anas che era lì di presidio mi ha chiamato non ci potevo credere, pensavo stesse scherzando”. E invece il viadotto ha ceduto al centro, come se fosse fatto di carta.
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