Da Bolzano a Cagliari, tre vittime sul lavoro in un solo giorno.
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(ansa)
Quattro uomini, quattro esperienze distinte, quattro località diverse: Cosenza, Vezzano (Bolzano), Brescia e Cagliari. Eppure un comune denominatore: la morte sul lavoro, che continua a crescere come un silenzioso bollettino di guerra. Il 15 maggio si aggiunge alla lunga serie di date contrassegnate dal dolore, mentre il Paese osserva una sequenza di incidenti che evidenzia un’emergenza strutturale. Dai cantieri edili alle piattaforme mobili, la sicurezza rimane troppo spesso un miraggio per i lavoratori italiani. “È inaccettabile che si continui a morire nei cantieri: zero morti sul lavoro è il nostro unico obiettivo”, afferma con fermezza il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri.
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Alto Adige: schiacciato da un muletto
In Val Venosta, nell’area artigianale di Vezzano, un uomo ha perso la vita schiacciato da un muletto, un incidente repentino e violento che non gli ha lasciato scampo. I carabinieri stanno ricostruendo la dinamica, mentre i vigili del fuoco volontari e i sanitari della Croce Bianca hanno potuto solo constatare il decesso. Un’altra tragedia in un contesto produttivo dove la routine lavorativa quotidiana si trasforma in dramma.
La morte dopo 6 giorni di agonia a Cagliari
A centinaia di chilometri di distanza si verifica un’altra tragedia. A Cagliari è deceduto Massimo Pinna, 54 anni, imprenditore edile di Maracalagonis. Era caduto il 9 maggio da una piattaforma mobile mentre lavorava in un cantiere di via della Resistenza. La caduta da quattro metri gli aveva causato traumi gravissimi. Trasportato in elisoccorso al Brotzu e ricoverato in Rianimazione, non si è mai ripreso. La sua morte riapre il dibattito sulla sicurezza nei cantieri privati, dove frequentemente la gestione dei dispositivi di protezione e delle piattaforme mobili diventa un punto critico.
Brescia: travolto da un tronco
In Alta Valle Camonica, un operaio di 52 anni ha perso la vita mentre tagliava un albero in una zona montuosa. Il tronco lo ha schiacciato durante le operazioni di abbattimento. L’assenza di segnale telefonico e la difficoltà di accesso all’area hanno rallentato i soccorsi, rendendo ancora più drammatica una situazione già disperata. È l’ennesima dimostrazione di quanto i lavori forestali, spesso eseguiti in solitudine e in contesti difficili, rimangano tra i più pericolosi.
Operaio precipita dal tetto nel cosentino: è grave
A Fuscaldo, nel Cosentino, un operaio di 51 anni di Lamezia Terme è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Pugliese di Catanzaro. Stava effettuando lavori di manutenzione su cavi di telecomunicazione quando è caduto dal tetto di un edificio. L’elisoccorso lo ha trasferito d’urgenza, mentre i carabinieri della compagnia di Paola hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’incidente. Un altro episodio che conferma quanto i lavori in quota rimangano tra i più rischiosi, soprattutto quando si opera su strutture civili non sempre adeguatamente attrezzate.
Bombardieri: “Morti inaccettabili”
Dal congresso della Feneal Uil giunge la voce ferma del segretario generale Pierpaolo Bombardieri, il quale sottolinea come la sicurezza non possa essere sacrificata per motivi di risparmio. Bombardieri ha richiamato l’attenzione sulla necessità di abolire gli appalti al massimo ribasso, combattere il dumping contrattuale e lo sfruttamento dei lavoratori immigrati, spesso impiegati in nero. Ha indicato anche l’intelligenza artificiale come possibile alleata nella prevenzione, ma solo se accompagnata da responsabilità condivise e da un serio investimento in formazione e inclusione.
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