Decide di lasciare il pronto soccorso e perde la vita. Indagini su tre operatori sanitari.

Sono tre operatori sanitari dell’ospedale Sant’Anna di Cona iscritti nel registro degli indagati per la tragica scomparsa di Maurilla Zona, la 52enne di Coccanile deceduta poche ore dopo aver scelto autonomamente di tornare a casa dal pronto soccorso a causa di dolori inguinali e febbre che la affliggevano da diversi giorni.

Sotto l’attenzione degli inquirenti ci sono tre professioniste: un medico e un’ostetrica del pronto soccorso ginecologico (avvocato Marco Linguerri) e un’infermiera del pronto soccorso generale (avvocato Michele Ciaccia).

La situazione risale al 29 giugno scorso, quando la donna ha deciso di recarsi in ospedale insieme al marito e alla madre anziana a causa di intensi dolori che da giorni la tormentavano. Dopo un’attesa prolungata, è stata accolta nel pronto soccorso ginecologico dove, secondo quanto ricostruito, le sarebbe stato suggerito di contattare il proprio medico di fiducia per ulteriori verifiche. In seguito, è stata indirizzata al pronto soccorso generale per ulteriori accertamenti clinici. Anche in questo caso, tuttavia, i tempi di attesa si sono protratti. Con il passare delle ore e il persistere dei dolori, la 52enne ha quindi deciso autonomamente di abbandonare l’ospedale e ritornare a casa.

Una volta tornata a casa, la 52enne è deceduta nel pomeriggio del giorno successivo, 30 giugno, tra le braccia dei propri familiari. I familiari, dopo l’accaduto, hanno sporto denuncia ai carabinieri, avviando le indagini.

A dirigere l’inchiesta è il pm Stefano Longhi della Procura di Ferrara, con l’obiettivo principale di ricostruire con accuratezza l’intera sequenza degli eventi e verificare eventuali responsabilità in merito alle condotte dei professionisti sanitari che hanno assistito la donna.

In questa direzione si colloca la decisione di iscrivere le tre professioniste nel registro degli indagati. Tale iscrizione rappresenta una forma di tutela per consentire loro di partecipare – tramite la nomina dei propri consulenti – agli accertamenti tecnici irripetibili disposti dall’autorità giudiziaria.

Ieri, infatti, lunedì 20 luglio, è stata effettuata l’autopsia sul corpo della donna. La Procura ha conferito l’incarico al medico legale Matteo Tudini. Le tre operatrici sanitarie iscritte nel registro degli indagati sono assistite dal consulente Lorenzo Marinelli, mentre i familiari della vittima hanno nominato come consulenti Matteo Bolcato e Federico Toselli.

“Aspettiamo con tranquillità l’esito dei necessari accertamenti disposti dalla Procura”, ha dichiarato l’avvocato Marco Linguerri, legale di due delle operatrici coinvolte nell’inchiesta.

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