Denaro offerto a minorenni per indurli a relazioni sessuali. Problemi per un cinquantenne di Ferrara.
Inizialmente, contattava le sue vittime tramite WhatsApp o ‘sfruttava‘ incontri casuali avvenuti in strada, poi organizzava appuntamenti, persuadendoli a intrattenere rapporti sessuali con lui in cambio di denaro, che variava dai 10 ai 30 euro. Le accuse sono gravi, quelle con cui la Dda di Bologna ha richiesto il giudizio immediato nei confronti di un uomo di 50 anni di Ferrara, senza precedenti penali e attualmente agli arresti domiciliari, che si trova a dover rispondere di violenza sessuale aggravata e prostituzione minorile nei confronti di ragazzi che, al momento dei fatti, avevano tra i 14 e i 17 anni.
Tutto ha inizio nell’ottobre 2025, quando un minorenne – assistito dagli avvocati Eleonora Baldi e Michele Cavallini – presenta una denuncia contro un coetaneo accusato di revenge porn per aver diffuso un’immagine che lo ritraeva in situazioni intime con altre persone. Interrogato dagli inquirenti, il giovane rivela dettagli inquietanti riguardo a un incontro avvenuto qualche mese prima, ad agosto, con un adulto. In quella occasione, accusa un 50enne ferrarese con cui i due avrebbero realizzato atti sessuali in cambio di denaro – le indagini parlano di 20 euro a testa – all’interno di una stanza di un centro ricreativo-sociale, di cui l’uomo possedeva le chiavi.
Queste dichiarazioni consentono ai carabinieri di avviare le indagini nei confronti dell’attuale imputato. I militari del 112 monitorano il veicolo, effettuano appostamenti e iniziano a seguirlo, controllano i filmati delle telecamere installate all’interno e all’esterno del centro e utilizzano intercettazioni telefoniche e ambientali per ricostruire il quadro accusatorio nei confronti dell’uomo. L’attività investigativa si rivela fruttuosa: tra ottobre e novembre 2025, documentano almeno quattro episodi ai danni di sei minorenni, tutti in situazioni di notevole vulnerabilità. Il più giovane aveva 14 anni, il più grande 17.
In un’occasione, il 31 ottobre, a uno di loro, un 15enne, con la scusa di spostare un mobile dietro compenso, l’uomo avrebbe accarezzato le cosce con un gesto repentino.
A metà novembre dello scorso anno si verifica una svolta. I carabinieri arrestano il 50enne, gli mettono le manette e recuperano da un ragazzino, che era uscito pochi minuti prima dal centro, 30 euro come pagamento per aver avuto con lui un rapporto sessuale. Una volta concluse le indagini, il pm Andrea De Feis della Procura di Bologna ha presentato richiesta di giudizio immediato per il 50enne che, lunedì 13 aprile, assistito dagli avvocati Michele Manfrini e Chiara Campi, si presenterà davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Bologna per la discussione del processo con rito abbreviato.
I commenti sono chiusi.