Proseguono le indagini da parte della Squadra Mobile riguardo alla tragica morte di Samanta Zironi, la donna di 50 anni originaria di Ferrara, trovata deceduta all’interno della propria abitazione in via Stefano Gatti Casazza, al Barco. Attualmente, è in carcere il 52enne Vladimiro Lombardi, fermato in quanto gravemente indiziato per il femminicidio della moglie. Secondo le prime ricostruzioni investigative, l’avrebbe uccisa utilizzando un coltello da cucina con cui le avrebbe inferto un unico colpo al torace, in prossimità del cuore.
La scoperta è avvenuta tra venerdì 29 e sabato 30 maggio, poco dopo le 3. A contattare i soccorsi per richiedere aiuto è stato lo stesso marito. All’arrivo dei sanitari del 118 e delle pattuglie della polizia di Stato, l’uomo ha negato ogni coinvolgimento. Ha dichiarato di aver trovato il corpo in quello stato, suggerendo quindi un possibile suicidio. Successivamente, durante l’interrogatorio presso gli uffici della Questura, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, mantenendo il silenzio durante l’interrogatorio con la pm Ombretta Volta.
Attualmente, l’intera abitazione è sotto sequestro. Gli inquirenti hanno raccolto e repertato ogni elemento considerato rilevante per le indagini, a partire dal coltello che si presume sia stato utilizzato per assassinare la donna. Sono stati sequestrati anche i telefoni cellulari di marito e moglie, insieme ad altri dispositivi elettronici e informatici trovati nell’appartamento, che probabilmente saranno oggetto di analisi in una consulenza informatica che potrebbe essere programmata nelle prossime settimane.
Inoltre, la Procura di Ferrara disporrà a breve l’autopsia sul corpo della 50enne.
Contemporaneamente, gli investigatori della Mobile hanno anche intervistato i vicini di casa della coppia. L’obiettivo è quello di ricostruire le ore antecedenti alla tragedia, ma anche di approfondire il passato dei due: si cercano conferme ai presunti maltrattamenti che la donna avrebbe subito e alle presunte liti tra i coniugi. L’ultima, secondo il racconto di una testimone, sarebbe avvenuta venerdì a mezzogiorno, poche ore prima dell’evento fatale. Da qui si potrebbe risalire al movente.
Da considerare anche la difficile situazione socio-economica che la coppia stava affrontando da anni.
Quando i soccorritori del 118 e gli agenti di polizia sono entrati nell’appartamento, situato al primo piano di un condominio Acer, non c’era più nulla da fare per la donna: era deceduta. Il coltello – secondo quanto confermato da fonti investigative – è stato trovato accanto alla vittima, distesa a terra accanto al letto matrimoniale e indossante solo gli slip. Le uniche tracce di sangue sono state rinvenute nella camera da letto della coppia; il resto dell’abitazione risultava invece in ordine.
Lombardi – che non ha mai ammesso le proprie responsabilità – attualmente si trova nel carcere di via Arginone e mercoledì 3 giugno, assistito dall’avvocato Gianluca Paparella, comparirà davanti al gip del tribunale di Ferrara per la convalida del fermo. C’è grande attesa per comprendere se, di fronte al giudice, durante l’interrogatorio di garanzia, deciderà di rompere il silenzio e fornire la propria versione dei fatti, oppure se continuerà a non rispondere alle domande dell’autorità giudiziaria.