Giornata del papà 2026: origini, significato e motivazioni della celebrazione attuale
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«Le foglie sull’albero delle noci sono cresciute in fretta […] E nel mio cuore di padre il desiderio ora è serrato a chiave» canta Brunori Sas. Canzoni, memorie, messaggi, lavoretti scolastici e oggetti da acquistare. In Italia, oggi, 19 marzo, si celebra nuovamente la festa del papà. Un rito da festeggiare in famiglia che ha origini antiche. Questa data coincide infatti con la celebrazione di San Giuseppe, considerato il padre putativo di Gesù secondo la tradizione cattolica. Fu papa Sisto IV a inserire questa festività nel calendario romano nel 1479. Tuttavia, si dovette attendere ulteriori quattro secoli per vedere San Giuseppe proclamato protettore dei padri di famiglia e patrono della Chiesa Universale (1871). La festa moderna, invece, sarebbe nata nel 1910 negli Stati Uniti grazie a Sonora Smart Dodd, che desiderava onorare il padre veterano di guerra che l’aveva cresciuta da sola, dopo la morte della madre.
La storia
Zeppole di San Giuseppe, all’origine del dolce simbolo della festa del papà
I dolci della tradizione
La festa del papà rappresenta un’opportunità per esprimere affetto attraverso biglietti e messaggi di auguri, ma anche con alcune ricette tradizionali. Tra queste spiccano le famose zeppole di San Giuseppe, frittelle ripiene di crema e marmellata di amarene. Queste vengono preparate il 19 marzo poiché si narra che, dopo la fuga in Egitto per sfuggire alle persecuzioni di re Erode, Giuseppe fu costretto a vendere dolci per mantenere la sua famiglia in terra straniera. Ogni regione, però, ha le proprie usanze. In Toscana e in Umbria, ad esempio, si preparano le frittelle di riso cotto nel latte e aromatizzato con spezie e liquore. Inoltre, è importante ricordare che la figura di San Giuseppe è associata al padre per eccellenza, che nella tradizione popolare protegge anche gli orfani, le giovani nubili e i più bisognosi. Proprio per questo, in alcune zone della Sicilia, il 19 marzo è consuetudine invitare i poveri a pranzo.
Come si festeggia nel mondo
Oltre all’Italia, il 19 marzo è la festa del papà anche nel piccolo stato di Andorra, a San Marino e Città del Vaticano, nel Canton Ticino, in Bolivia, Honduras, Croazia, Spagna, Portogallo e Liechtenstein. In Canton Ticino, in altri cantoni svizzeri e in alcune province spagnole, è ancora considerato un giorno festivo (così come in Italia, fino alla legge del 5 marzo 1977 n. 54).
In Australia, invece, la festa si celebra la prima domenica di settembre, che segna l’inizio della primavera. Negli Stati Uniti, in Canada, Inghilterra e in altri paesi anglosassoni, la celebrazione avviene la terza domenica di giugno. La stessa data è adottata anche in India, dove la Festa è ancora una novità poco diffusa. I francesi, invece, commemorano la Festa del Papà la terza domenica di giugno, ma la scelta della data ha una spiegazione diversa. Essa sarebbe infatti legata a una campagna pubblicitaria degli anni ’50 di un’azienda di accendini che promuoveva il prodotto come regalo per i papà.
In Russia, la festa del papà si celebra il 23 febbraio ed è conosciuta anche come il “giorno del difensore della nazione” per il contributo di molti soldati che erano anche genitori durante la seconda guerra mondiale. In Germania, in alcuni casi, si organizza perfino la “Harrentag”, un’escursione esclusivamente per uomini in cui i partecipanti trasportano un’auto con birra e salsicce in cima a una collina, per poi mangiare e brindare.
Infine, negli USA la tradizione prevede di indossare una rosa rossa se il padre è in vita, bianca se è scomparso. In molte regioni, specialmente al Sud, il 19 marzo si accendono grandi falò per segnare il passaggio dall’inverno alla primavera, spesso bruciando un fantoccio noto come la “vecchia”.
Come è cambiato il ruolo del papà negli ultimi anni
Secondo uno studio di Initiative, il 67 per cento dei papà Millennials oggi riconoscono di avere gli stessi diritti e doveri delle madri nel contribuire alla cura e all’educazione dei propri figli. Sebbene il paradigma patriarcale in alcuni casi sia ancora difficile da superare, si può considerare quasi del tutto superato il ruolo del “breadwinner”, cioè del padre che “portava il pane a casa” provvedendo esclusivamente al sostentamento economico della famiglia. Il tempo trascorso dai padri con i figli negli ultimi decenni è triplicato (fonte: Pew Research Center) e la lotta per l’ottenimento e l’equiparazione del congedo di paternità è diventato un tema centrale sia per i media che per il settore privato. Quando fu introdotto nel 2012, prevedeva solo tre giorni in totale, mentre oggi garantisce 10 giorni obbligatori e uno facoltativo, da utilizzare nei due mesi precedenti al parto e nei cinque successivi. Tuttavia, rimane ancora troppo poco, soprattutto se confrontato con il congedo obbligatorio femminile di cinque mesi.
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