Giustizia. Inaugurato il nuovo procuratore capo Caleca: “Scopo è garantire un servizio equo ed efficace”
Nella mattinata di mercoledì 24 giugno ha preso ufficialmente possesso del suo incarico il nuovo procuratore capo di Ferrara, Francesco Caleca, che è stato accolto con una cerimonia nell’aula B del tribunale situato in via Borgo dei Leoni.
Cerimonia alla quale hanno partecipato la nuova presidente del tribunale Piera Tassoni, tutti i sostituti procuratori, i magistrati del tribunale e i rappresentanti delle forze dell’ordine locali.
Di particolare rilevanza è stata anche la presenza del procuratore capo di Bologna Paolo Guido, che nel 2023, mentre ricopriva il ruolo di sostituto procuratore a Palermo, ha coordinato l’operazione investigativa che ha portato all’arresto del boss mafioso Matteo Messina Denaro.
Nel suo breve discorso, Caleca ha espresso gratitudine ai presenti e ha delineato le linee guida del suo mandato: “Spero di non deludere le vostre aspettative. L’obiettivo deve essere quello di collaborare, tra Procura, avvocatura e tribunale, per essere all’altezza del compito che ci attende e fornire ai cittadini un servizio equo ed efficace.”
Nato a Partinico, in provincia di Palermo, il 1° aprile 1962, Caleca giunge in città dopo il pensionamento dell’ex procuratore capo Andrea Garau, avvenuto alla fine dello scorso anno.
Con un’ampia esperienza alle spalle, il nuovo procuratore capo di Ferrara – nel corso della sua carriera – ha seguito indagini complesse e di grande importanza, alcune delle quali riguardanti la criminalità organizzata e le infiltrazioni mafiose in Emilia-Romagna.
Tra le inchieste più significative che ha diretto si evidenziano la cosiddetta “Black Monkey” riguardante un’associazione a delinquere di stampo mafioso, e quella sul crac di Bio-On, la startup di Castel San Pietro. Non meno importante è stato il suo intervento nel caso Seci, la società di riferimento del Gruppo Maccaferri, per la quale, insieme all’allora procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato, presentò un atto di cinque pagine in cui richiese formalmente il fallimento.
Il trasferimento a Ferrara era stato deciso lo scorso 11 marzo dal plenum del Csm con un’astensione.
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