Tra le province coinvolte nella maxi-inchiesta della Guardia di Finanza del comando provinciale di Padova figura anche Ferrara, che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per sei individui accusati di appartenere a un’associazione per delinquere specializzata in truffe ed estorsioni ai danni di donne anziane.
Il provvedimento emesso dalla Procura di Padova giunge a seguito delle indagini che, nei mesi scorsi, avevano già portato all’applicazione di misure cautelari nei confronti dei presunti leader del gruppo. In quella circostanza, erano stati disposti arresti e il sequestro preventivo di beni per un valore di circa 2,5 milioni di euro, misura successivamente confermata nei vari gradi di riesame. Tra i beni sequestrati erano inclusi immobili, gioielli, auto di lusso e disponibilità finanziarie.
L’indagine ha avuto origine nell’ambito delle attività di controllo economico sul territorio. Gli agenti della finanza hanno infatti osservato che alcuni residenti nel Padovano, nonostante dichiarassero redditi modesti o addirittura assenti, mostravano uno stile di vita particolarmente agiato, frequentando locali esclusivi e utilizzando supercar.
Le indagini approfondite hanno poi permesso di ricostruire il presunto sistema, rivelando un portafoglio clienti composto esclusivamente da donne con più di 60 anni, spesso sole o in situazioni di vulnerabilità economica.
Secondo quanto emerso dagli investigatori, gli incaricati acquistavano elenchi telefonici e contattavano potenziali vittime in decine di province italiane, riuscendo a entrare nelle loro abitazioni. Qui, attraverso pressioni e minacce di possibili azioni legali, le persuadono o le costringono a firmare contratti per l’acquisto di articoli per la casa, materassi ed elettrodomestici di valore contenuto, venduti però a prezzi compresi tra i 5.000 e i 7.000 euro. Il tutto facendo leva su presunti debiti legati a precedenti acquisti mai saldati.
Il meccanismo prevedeva anche l’apertura di finanziamenti con primarie società di credito. In numerosi casi, gli stessi venditori tornavano successivamente dalle vittime per ottenere nuovi ordini e rinegoziare i finanziamenti con rate ancora più elevate.
Le persone raggirate accertate dagli investigatori superano le 1.200 e risiedono in 52 province italiane, tra cui Ferrara, oltre a Milano, Torino, Bologna, Firenze, Genova e Venezia.
Sempre secondo quanto emerso dall’inchiesta, il sistema garantiva ai promotori margini di guadagno fino all’800% sulla vendita dei prodotti, oltre a significative provvigioni derivanti dai finanziamenti, profitti poi destinati a vacanze di lusso e acquisti nelle boutique di alta moda.