Il liceo, il basket e la solidarietà: la zia di Sofia Di Vico commenta la “tragedia inaccettabile”

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Il liceo, il basket e la solidarietà: la zia di Sofia Di Vico commenta la "tragedia inaccettabile" 1 Il liceo, il basket e la solidarietà: la zia di Sofia Di Vico commenta la "tragedia inaccettabile" 3

Sofia nutriva due grandi passioni: le scienze e il basket. Per inseguire il suo sogno di diventare cestista, aveva viaggiato fino a partendo da Maddoloni, la sua città in provincia di Caserta. A soli cinque anni, ispirata dal suo idolo Nando Gentile e dalla Juve Caserta, aveva scelto di intraprendere la carriera di giocatrice di pallacanestro, iniziando così con il minibasket. Sempre al suo fianco, durante le trasferte, c’era anche suo padre.

L’evento al quale la squadra di Sofia era attesa si svolgeva a Ostia, il “Mare di Roma Trophy in Pink”. Sofia, indossando la maglia numero 30, era descritta come «una ragazza seria e felice». Passione, dedizione e impegno caratterizzavano la sua giovane vita di quindicenne. Così la ricordano le atlete delle altre squadre, che hanno condiviso messaggi sui social dopo la notizia che ha sconvolto e interrotto il torneo poco prima di Pasqua.

La squadra della giovane, colpita da uno shock anafilattico dopo una cena a base di uova e fagiolini, è la Unio Maddaloni, conosciuta come “Le Monelle”, e partecipava ai tornei per under 15. Con la sua divisa bianca e blu, aveva recentemente conquistato il titolo regionale, qualificandosi per l’Interzona. Un piccolo traguardo che rappresentava un grande risultato per la sua età. «Sofia era una promessa del basket e ci credeva davvero», afferma in lacrime un’amica di famiglia. La pallacanestro era tutto per lei, che partecipava anche a iniziative inclusive come “Canestri Di-Versi”, dedicate a persone con disabilità.

Un’ondata di dolore ha colpito Maddaloni, la città in provincia di Caserta, dove risiedono gli amici e i familiari di Sofia e della sua famiglia. «Abbiamo solo bisogno di ritirarci nel nostro dolore, difficile da accettare e da elaborare — afferma la sorella del padre di Sofia, un noto commercialista — e non siamo in grado di fare altro». Anche il sindaco del comune, che conta poco più di 36mila abitanti, Andrea De Filippo, ha manifestato la sua solidarietà alla famiglia e ha messo in lutto il suo profilo su Facebook: «Un lutto che sento in modo particolarmente profondo, anche per i legami di stima e affetto che mi uniscono da sempre alla sua famiglia».

Sofia era iscritta al liceo scientifico “Nino Cortese”, dove frequentava il secondo anno. Per le vie di Maddaloni, la tristezza si diffonde di casa in casa. «Non tutte le giocatrici erano andate a Roma con Sofia per partecipare al torneo. Alcune sono rimaste qui — racconta la madre di una compagna di Sofia — Le amiche si sono incontrate con le altre giocatrici tornate da Roma. Sono tutte sotto shock, non sappiamo come sostenerle».

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