Indagato per un’aggressione a Portomaggiore. A luglio ha salvato due bambini da un annegamento.
Lido di Spina. Nel complesso di eventi e controversie che caratterizzano la complessa storia di Portomaggiore, emerge un episodio risalente allo scorso luglio, di cui nessun quotidiano locale – nemmeno il nostro – aveva finora fornito notizia. Una narrazione che non è collegata alla polemica attuale e che la redazione di Estense.com ha appreso durante l’intervista a Hamza Hdya, un 31enne di origine marocchina divenuto protagonista delle cronache locali dopo un alterco con Susanna Rimessi, 59 anni.
Riguardo alla recente vicenda abbiamo già riportato in altri articoli e, pertanto, non ci soffermeremo nuovamente sui dettagli. Ci focalizziamo invece su quanto accaduto il 25 luglio scorso, quando, nel tardo pomeriggio, intorno alle 17, Hamza Hdya intervenne per salvare due bambini che stavano per annegare nel canale Logonovo, al Lido di Spina. Durante l’intervento, fu assistito da un altro uomo che si trovava in acqua per praticare kite surf. I due riuscirono a raggiungere i bambini e a metterli in salvo.
La vicenda è confermata dai verbali dell’intervento dei sanitari del 118, di cui Estense.com è in possesso, oltre che dalle verifiche effettuate con il personale della Guardia Costiera.
“Era un pomeriggio come tanti, al mare con la mia famiglia. Di solito il sabato pomeriggio, dopo le 17, non vado mai in spiaggia. Quel giorno, però, il destino ha voluto che ci andassi”. Hamza racconta di essere giunto al Lido di Spina con la moglie e il figlio, sistemandosi in una spiaggia libera. Dopo aver sistemato ombrellone e sedia, aveva preso il bambino per mano per fare un bagno. “Appena ho toccato l’acqua ho sentito una voce gridare: «Aiuto papà, aiuto!». A circa 20-30 metri da me, verso il canale Logonovo, ho alzato la testa e ho visto un bambino con la testa fuori dall’acqua e i capelli di una bambina che galleggiavano”.
A quel punto non ha esitato. “Ho subito affidato mio figlio a mia moglie e sono corso verso di loro. Non so nemmeno nuotare, ma il mio istinto di salvare i bambini è stato più forte di tutto. Ho iniziato a urlare perché nessuno sembrava accorgersi che quei due bambini erano in difficoltà”. Ad assistere Hamza è giunto anche un uomo che in quel momento stava praticando kite surf. “È venuto verso di me e insieme abbiamo raggiunto i bambini. Siamo riusciti a recuperarli e a portarli verso di lui”.
Tuttavia, l’intervento non era ancora concluso. La corrente, infatti, ha messo a dura prova lo stesso Hamza, che stava per annegare. “Io sono rimasto più indietro, in una zona dove l’acqua mi portava verso il basso. Sono finito sott’acqua due volte. La terza volta, quel signore, con grande coraggio, è tornato verso di me e mi ha dato una leggera spinta. Quella spinta è stata la mia salvezza”, aggiunge.
Una volta fuori dall’acqua, Hamza era esausto. “Ero giallo, non avevo più forze”, racconta. A prestargli i primi soccorsi è stato un uomo presente sul posto, che Hamza ricorda come un medico in pensione. “Grazie a Dio era lì. Mi ha assistito fino all’arrivo del 118 e della Capitaneria di Porto.”
Visitato sul posto dal personale medico e infermieristico del 118, Hamza non ha mai perso conoscenza e, come riportato nella scheda di intervento, presentava parametri vitali nella norma. Dopo essere stato valutato e assistito dai sanitari, ha rifiutato il trasporto in ambulanza all’ospedale. La famiglia dei bambini, profondamente grata per quanto accaduto, ha voluto ringraziarlo offrendogli del denaro. Hamza, però, ha rifiutato. “Per me era una questione di senso civico. Non potevo fare diversamente. Anch’io ho un figlio e so cosa significa avere paura per la propria famiglia”.
Prima di concludere il racconto, Hamza affida il significato di quel gesto a una citazione che richiama il Corano: “Se fai del male, riceverai del male; se fai del bene, riceverai del bene.” Una frase che, nelle sue parole, racchiude il motivo per cui quel pomeriggio non ha esitato a mettere a rischio la propria vita per salvare quella di due bambini.
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