Ingiustificato processo per minacce con arma e estorsioni sessuali nei confronti di una ragazza di 14 anni, la Procura richiede l’assoluzione.

È stato portato in giudizio perché avrebbe minacciato una ragazza di 14 anni, anche brandendo un coltello, per costringerla a intrattenere un rapporto sessuale, promettendole che, in caso di rifiuto, avrebbe diffuso pubblicamente video intimi di lei. Tuttavia, ora – a seguito delle risultanze dell’istruttoria dibattimentale – la Procura richiede che venga assolto.

Il protagonista della vicenda è un 24enne di origine dominicana, attualmente sotto processo – davanti ai giudici del collegio del tribunale di Ferrara – per prostituzione e pornografia minorile, oltre che per violenza sessuale aggravata, nei confronti di una minorenne che, al momento della delicata vicenda giudiziaria, aveva 14 anni.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, l’episodio sarebbe avvenuto tra fine dicembre e inizio marzo a Ferrara.

In base all’accusa con cui l’uomo era stato inizialmente rinviato a giudizio, l’attuale imputato – all’epoca ventiduenne – avrebbe compiuto atti sessuali con la quattordicenne, cedendole in cambio alcune dosi di cannabis, talvolta gratuitamente, talvolta a prezzo scontato. Un giorno, però, dopo il rifiuto della ragazza, esausta di continuare a vendere il proprio corpo per ottenere la droga, il 24enne l’avrebbe minacciata con violenza, puntandole prima un coltello al collo e al seno, e poi colpendola con pugni e schiaffi.

In aggiunta, l’avrebbe anche ricattata minacciando di diffondere pubblicamente un video amatoriale dal contenuto esplicito in cui lei – oggi assistita dall’avvocato Alberto Musenga del foro di Bologna – era stata ripresa mentre consumava un rapporto sessuale con lui. Si tratterebbe dello stesso filmato che, insieme ad altre fotografie a luci rosse, durante le successive indagini, gli inquirenti della Squadra Mobile della Questura di Ferrara avevano rinvenuto nel telefono cellulare dell’uomo.

Ieri mattina (mercoledì 3 giugno), però, la pm Silvia Clinca ha richiesto che il 24enne venga assolto con formula piena da tutte le accuse. Una richiesta sostenuta anche dalla difesa dell’uomo, rappresentata dall’avvocato Cosimo Rina del foro di Bologna, che ha evidenziato “contraddizioni e dichiarazioni false nel racconto della persona offesa” che scagionerebbero il proprio assistito. La giovane, parte civile nel procedimento, è attualmente assistita dall’avvocato Roberto Musenga.

Il procedimento tornerà in aula il 9 luglio per repliche e sentenza.

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