Insegnante ferita con un coltello, Valditara lancia un monito: “Situazione seria, è necessario introdurre misure contro la delinquenza giovanile”

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(agf)

“Ci troviamo di fronte a un evento di una gravità inaccettabile”. Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, non esita a esprimere la sua opinione riguardo all’accoltellamento della docente a , perpetrato da un alunno di 13 anni. “Desidero innanzitutto manifestare la mia profonda solidarietà alla professoressa, ai suoi familiari e alla comunità scolastica. Questo episodio evidenzia l’urgenza di approvare con celerità le nuove e severe disposizioni predisposte dal governo per combattere la criminalità giovanile e, in particolare, la diffusione di armi inadeguate tra i giovani”.

Il ministro richiama l’attenzione sul pacchetto di misure contenuto nel Decreto Sicurezza, che prevede il divieto di possedere (e di vendere ai minori) coltelli e “armi improprie”, oltre all’introduzione del Daspo urbano a partire dai 14 anni, l’ammonimento dai 12 anni, insieme a sanzioni per i genitori in caso di abbandono scolastico e un controllo più rigoroso sui minori. “Queste misure sono indispensabili – prosegue il ministro – e devono essere affiancate a quelle già avviate nelle scuole riguardanti la condotta e l’educazione al rispetto, oltre a iniziative che saranno presto implementate, come quella relativa all’assistenza psicologica. Chi si impegna per il futuro dei nostri ragazzi non deve affrontare alcun rischio”.

Si esprime con fermezza anche il presidente dell’Associazione Presidi, Antonello Giannelli: “Questo gravissimo episodio rappresenta un campanello d’allarme. È un ulteriore segnale del crescente degrado della società, in una preoccupante spirale di violenza. È particolarmente allarmante la familiarità con cui i giovani utilizzano i coltelli, un fenomeno che coinvolge direttamente famiglie, comunità e istituzioni. In attesa di chiarire i fatti e le circostanze – conclude – è fondamentale intensificare ogni azione educativa e preventiva, garantendo al contempo maggiore sicurezza per il personale scolastico e per gli studenti. Non possiamo permettere che simili eventi diventino parte della routine nelle scuole”.

Carlo Fidanza, capodelegazione di Fdi al Parlamento europeo, sottolinea che “la violenza tra i minori ha recentemente subito un’impennata, con una preoccupante facilità nell’uso e nella diffusione dei coltelli. È un tema su cui il governo è intervenuto con il Decreto sicurezza per limitare la disponibilità delle armi utilizzate dalla criminalità giovanile”.

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, definisce l’accoltellamento “un atto vile, gravissimo e inaccettabile, che ha superato ogni limite”. “Di fronte a tali assurdità si rimane davvero senza parole, ma la risposta deve essere unanime da parte di tutta la società, in particolare da famiglie e studenti di ogni età. Siamo vicini alla professoressa e a tutto il corpo docente e ringraziamo i medici dell’Ospedale Giovanni che stanno assistendo l’insegnante”.

Per il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, “la scuola deve essere il luogo in cui si costruisce il futuro, non quello in cui si manifesta la violenza. È qui che si impara a riconoscere l’altro, a gestire i conflitti, a confrontarsi con l’autorità e l’autorevolezza, a trasformare la rabbia in parole e la fragilità in crescita. Quando questo accordo si rompe, è un segnale che dobbiamo avere il coraggio di interpretare fino in fondo”. Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, non mezzi termini: “Aggredire un docente è un atto inaccettabile che colpisce non solo un individuo, ma l’intera comunità scolastica. Oggi il nostro ordinamento dispone di strumenti più efficaci per contrastare la criminalità giovanile, con pene più severe e misure chiare, come il divieto di introdurre armi a scuola. Tuttavia, è evidente che le leggi, da sole, non sono sufficienti e non possiamo lasciare scuole e famiglie sole di fronte a un disagio giovanile sempre più diffuso e complesso. È necessario potenziare la prevenzione, sostenere chi educa e fornire ai ragazzi gli strumenti per riconoscere e affrontare le proprie fragilità. Di fronte a episodi così drammatici serve un impegno concreto e trasversale. È una responsabilità che riguarda tutti”.

Elisabetta Piccolotti di Avs parla di “una tragedia che deve far riflettere tutti, a partire da chi ha responsabilità di governo. È surreale che il ministro Salvini pensi che basti una norma che vieta il porto del coltello, come se oggi, al contrario, fosse permesso girare armati e aggredire persone innocenti. La strategia dei nuovi reati e delle pene più severe del governo Meloni è totalmente fallimentare e puramente propagandistica”. La deputata rossoverde della commissione cultura alla Camera aggiunge che “serve, al contrario, un investimento reale nei luoghi dell’istruzione e nei servizi che devono accompagnarli: i servizi di salute mentale devono essere potenziati, messi in rete con le scuole, dotati di strutture specifiche per bambini e adolescenti. È inoltre necessario garantire il tempo pieno in tutti gli istituti, l’animazione pomeridiana per i minori in condizione di fragilità e un investimento serio nei servizi sociali che oggi non riescono a seguire tutte le famiglie che ne avrebbero bisogno.

Il caso dei metal detector a scuola

Subito dopo l’omicidio di Abanoub Youssef, studente di un liceo di La Spezia, il ministro aveva anche firmato una circolare per consentire l’uso di metal detector mobili all’ingresso delle scuole, al fine di prevenire l’ingresso di coltelli e altre armi nelle classi.

Una circolare che ha sollevato polemiche. “Intervenire sulle scuole, selezionandole in base alla necessità dei metal detector, destabilizza le famiglie. Chi manda i propri figli nelle scuole già identificate come pericolose?” aveva affermato Monica Ottaviani, della Flc-Cgil regionale. E aveva fatto eco il sindaco di Bologna, Matteo Lepore: “Se non vogliamo diventare come gli Stati Uniti, che hanno i metal detector in alcune scuole di serie B e C, se non vogliamo seguire la deriva di , dobbiamo sostenere il personale scolastico con stipendi adeguati e, scuola per scuola, riflettere sulle esigenze per garantire la sicurezza del plesso scolastico”.

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