La lettera di Don Luigi Ciotti: “Bentornato Alberto, giovane uomo generoso”
Benvenuto di nuovo, carissimo Alberto!
Anche se non sei ancora qui con noi, è una gioia indescrivibile sapere che sei libero e pronto a tornare in Italia, tra la tua famiglia e i tuoi amici. In tanti ti abbiamo considerato famiglia durante questo periodo di ingiusta e severa detenzione. Forse non lo sai, ma abbiamo condiviso con i tuoi genitori Armanda ed Ezio, insieme alla competente avvocata Alessandra Ballerini, preoccupazioni, impegni e speranze. Non li abbiamo mai lasciati soli, non abbiamo permesso che l’attenzione su di te, prigioniero innocente di un sistema di interessi che sfrutta i diritti delle persone come merce di scambio, si affievolisse.
Non avevamo la possibilità di riportarti a casa, ma sentivamo il dovere morale di richiedere ogni giorno, con grande determinazione, l’intervento di chiunque fosse in grado di aiutarci. Ognuno ha agito secondo la propria sensibilità: alcuni tramite appelli, altri con manifestazioni, preghiere o digiunando. Il tuo nome, il tuo sorriso e la tua forza nel sopportare una detenzione ingiustificata ci hanno accompagnato in quest’anno di attesa sempre più intensa. L’attesa è giunta al termine e ora non ci stanchiamo di ripetere: bentornato, Alberto!
Benvenuto a te, giovane uomo generoso, figlio di un’Italia che crede nella pace, nella libertà e nella dignità di ogni essere umano. E che naturalmente si rallegra anche per gli altri detenuti restituiti oggi ai loro Paesi e alle loro famiglie. In questi lunghi mesi abbiamo fatto di tutto per sentirti vicino, persino infondendo un po’ della tua passione civile nel nostro impegno quotidiano. Grazie perché, anche senza poterti parlare, ci hai insegnato qualcosa.
Oggi la gioia di sapere che sei libero supera qualsiasi riflessione su come sia finalmente avvenuta la tua liberazione. Tuttavia, un pensiero va al popolo del Venezuela e in particolare ai suoi cittadini più poveri e vulnerabili, ai quali tu desideravi portare aiuto e che oggi si trovano ad affrontare nuove sfide. La speranza è che nel tempo si realizzino per loro i diritti e la giustizia sociale che dovrebbero essere garantiti a ogni comunità umana.