Madre e figlia morte intossicate, il procuratore: “Risultati delle autopsie non risolutivi”

Madre e figlia morte intossicate, il procuratore: “Risultati delle autopsie non risolutivi” 1

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È stato dimesso dalla ed è stato trasferito in un reparto ordinario Gianni Di Vita, il padre di Sara e marito di Antonella di Ielsi, decedute a causa di una presunta intossicazione alimentare il 25 dicembre.

Secondo quanto comunicato dall’ospedale Spallanzani di , le sue condizioni sono migliorate, l’uomo sembra in fase di recupero, quindi può continuare a ricevere “adeguata assistenza” anche al di fuori della Terapia Intensiva, dove era stato trasferito con urgenza nei giorni scorsi. Nella stessa struttura si trova anche la figlia maggiore, ricoverata precauzionalmente nei giorni scorsi. Non ha mai mostrato sintomi, è sempre risultata asintomatica e si presume che non abbia partecipato al pasto che ha portato alla morte della madre e della sorella.

Attualmente, la principale pista investigativa suggerisce una conserva contaminata da funghi tossici, ma non ci sono ancora certezze riguardo all’origine e alla natura dell’intossicazione, ragion per cui anche la ragazza è stata sottoposta a esami tossicologici e test.

Si sperava che elementi significativi emergessero dalle autopsie, svolte oggi presso l’ospedale Cardarelli di Campobasso, ma “non sono emersi elementi conoscitivi immediati”, ha comunicato il procuratore Nicola D’Angelo. Per ottenere ulteriori informazioni, sarà necessario attendere i risultati degli esami chimici e tossicologici, che richiederanno un tempo tecnico maggiore.

Le due donne hanno avvertito malessere, a poche ore di distanza l’una dall’altra, tra il 24 e il 25 dicembre, e si sono recate per due volte al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, ma sono state rimandate a casa. Sarà compito dell’inchiesta, avviata dal procuratore Nicola D’Angelo, stabilire se e in quale misura siano stati rispettati i protocolli e le linee guida.

Per questo motivo, sul registro degli indagati figurano per e lesioni colpose tre medici del pronto soccorso dell’ospedale di Campobasso, Maria Balbo, Ramon Aldo Olivieri e Pietro Vuotto, e due colleghi della Guardia medica, Angela Maria Castelluzzo e Michele Formichella. Non si sbilancia l’avvocato Paolo Lanese, uno dei legali scelti dalle famiglie delle vittime. “Al momento – spiega – nessuna ipotesi è esclusa: funghi tossici, conserva contaminata. Tutto dipende dai risultati delle autopsie. Se dovessero trovare una sostanza sospetta, se emergesse un veleno qualunque, è chiaro che la situazione cambierebbe. Pertanto, ripeto, nessuna ipotesi è esclusa, neanche quella dell’avvelenamento”.

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