Aggressione a studentessa nel sottopasso di Ferrara: sì alla perizia psichiatrica

Aggressione a studentessa nel sottopasso di Ferrara: sì alla perizia psichiatrica 1

Una perizia psichiatrica per valutarne la capacità di intendere e di volere, la capacità di stare in giudizio e la pericolosità sociale. È quanto ha chiesto e ottenuto ieri (giovedì 15 ottobre) mattina, davanti al collegio del tribunale di , dalla difesa (avvocato Elisabetta Stabile) del 39enne di nazionalità maliana, arrestato lo scorso maggio per violenza sessuale ai danni di una studentessa universitaria ventunenne, fuorisede, nelle vicinanze dell’ingresso al parco del sottopasso di via Bologna.

La vicenda risale alla notte tra il 22 e il 23 maggio, quando il 39enne aveva avvicinato la ragazza, cercando un approccio sessuale: inizialmente ha provato a baciarla e poi ha allungato le mani per palpeggiarla.

Di fronte al netto rifiuto e al tentativo della giovane di fuggire, l’uomo l’ha raggiunta e aggredita, impedendole ogni tentativo di fuga. Provvidenziale è stato l’intervento di un altro studente, che, udendo la ragazza urlare, è intervenuto per difendere la ventunenne, allontanando l’aggressore.

L’uomo, visibilmente in stato di agitazione psicofisica, ha reagito scagliandosi violentemente contro il ragazzo: prima cercando di colpirlo con un pugno, poi impugnando un cartello stradale nel tentativo di scagliarglielo addosso. In quegli attimi di paura e concitazione, la ragazza è riuscita a chiamare il 112; nel giro di pochi minuti sono arrivati i che hanno bloccato il 39enne (nel testo originale indicato erroneamente come 29enne), prestando i primi soccorsi alla giovane, visibilmente sotto shock per l’accaduto.

Arrestato e trasferito inizialmente in carcere, il 39enne è stato poi portato davanti al giudice del tribunale di Ferrara che, dopo la convalida dell’, lo ha rilasciato disponendo l’obbligo di firma.

Tuttavia, nelle settimane successive, il 39enne non ha mai rispettato le prescrizioni imposte. La costante attività di controllo effettuata dai militari ha quindi consentito di documentare tempestivamente la condotta elusiva dell’indagato e di segnalarla all’autorità giudiziaria.

Valutata la palese inosservanza della misura, lo scorso 21 luglio, il tribunale della libertà di Bologna ha disposto l’aggravamento del provvedimento cautelare, sostituendo l’obbligo di firma con la custodia cautelare in carcere, dove oggi è detenuto.

Il collegio del tribunale di Ferrara ha già individuato lo psichiatra Luciano Finotti come perito. Il conferimento dell’incarico avverrà all’udienza del 22 ottobre.

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