Perugia, il genitore dello studente fermato: “Sconvolto dalla separazione”

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. Le indagini riguardanti il giovane di 17 anni che aveva pianificato una sparatoria in un liceo di Pescara sono tuttora in corso. Gli accertamenti proseguono da ieri anche sul nuovo smartphone e sul tablet, che sono stati confiscati al minore al momento dell’arresto. Andrea, nome di fantasia, aveva chiuso il capitolo della propaganda suprematista con l’indagine che lo aveva coinvolto nel 2023? O ha continuato a postare nei gruppi Telegram, Whatsapp e TikTok dove incitava alla discriminazione razziale, all’odio verso le donne e diffondeva manuali per la costruzione di armi estremamente potenti? La risposta arriverà dalla nuova perizia sul recente cellulare e sul nuovo tablet.

«Magari un giorno faccio una sparatoria e poi mi ammazzo. Però devo ancora decidere il posto dove farla prima di andarmene», scriveva nell’aprile 2024 in una chat Whatsapp che contava circa trenta partecipanti. Voleva replicare, secondo gli investigatori, la strage della Columbine high school in Colorado del 20 aprile 1999.

Proprio dagli accertamenti sui primi dispositivi sequestrati, nell’estate scorsa, è emerso che il diciassettenne, originario di Pescara, conservava i testi del perfetto aspirante terrorista di stampo suprematista. Come il The Anarchist Cookbook, il manuale dell’anarchico. Ma anche Strategia del colpo di Stato, un compendio su tecniche e tattiche del golpismo di Stato. E, infine, i documenti che più di tutti hanno preoccupato gli investigatori: le istruzioni, complete di formula chimica, per la creazione del Tatp, l’esplosivo utilizzato dai terroristi, la “Madre di Satana”. Andrea condivideva quelle formule con gli iscritti del suo canale Telegram chiamato “Libreria”.

Per i genitori, Andrea ha commesso un grave errore ma è incapace di arrecare danno. La madre ha dichiarato a che era in quei gruppi «solo per curiosità e poi è rimasto per timore di ritorsioni». Il padre attribuisce tutto alle problematiche familiari che avrebbero messo a dura prova il figlio: «Forse ha vissuto un disagio per la separazione da mia moglie. La nostra non è stata una famiglia esemplare». E, mentre si attende la fissazione dell’interrogatorio di garanzia, l’avvocato del giovane, Angelo Pettinella, sottolinea: «È un ragazzo che non ha mai dato motivi di preoccupazione. Bisogna comprendere come sia entrato in questa rete e cosa effettivamente gli si possa contestare».

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