Presidio in Libano. Hamza, 10 anni: “Il conflitto non porta a nulla”
di Emanuele Gessi
“Mani lontane dal Libano”. Il presidio organizzato il 10 aprile dai cittadini libanesi a Ferrara ha visto la partecipazione di circa settanta persone, con interventi al microfono che descrivono gli attacchi condotti dallo Stato di Israele (che solo l’8 aprile hanno provocato 254 morti e oltre mille feriti nel Paese dei cedri) come una semplice ripetizione “del metodo Gaza, che tutti conosciamo”.
A dichiararlo è Kiwan Kiwan, attivista libanese e figura storica della sinistra locale, che ha aperto gli interventi venerdì pomeriggio in piazza Savonarola. Ha ricordato come i bombardamenti stiano avvenendo “dopo l’accordo tra americani e iraniani, che prevedeva la cessazione delle ostilità anche nei confronti del Libano. Tuttavia, Netanyahu, non essendo d’accordo, ha continuato i suoi attacchi contro il Libano, e non solo contro Hezbollah”.
L’obiettivo principale da perseguire “mettendolo all’ordine del giorno delle trattative a Islamabad e
Washington” è quello di fermare il versamento di sangue “perché l’uccisione di migliaia di civili libanesi non giustifica tutta questa guerra”.
Condivide questa opinione anche un bambino di 10 anni, Hamza, di origini marocchino-libanesi, che dopo aver ascoltato queste parole decide di farsi avanti e affermare con sincera convinzione che “la guerra non serve a nulla. Ci sono solo persone che muoiono e soffrono. E dopo si sta male”.
Mentre un suo amico mostra agli astanti un disegno che i due hanno realizzato insieme: “Peace, not war”, questa la scritta presente sul foglio colorato come un arcobaleno.
“A causa dei bombardamenti indiscriminati – dichiara Adam Sami di Ferrara per la Palestina – e della totale devastazione, 1 milione e 200 mila libanesi sono stati sfollati. Oltre il 15% della popolazione ha perso tutto”.
“Ai sionisti – prosegue – non interessa il disarmo delle fazioni della resistenza, né la sicurezza dei propri coloni. Ai sionisti interessa solo una cosa: occupare, colonizzare e attuare pulizia etnica”.
Tra i partecipanti all’iniziativa, è significativa la presenza di persone estranee alle dinamiche di partito, attive nel movimentismo cittadino. Si registra comunque anche un intervento di Anna Chiappini, capogruppo in consiglio comunale del Partito Democratico, che afferma: “È necessario dire le cose come stanno. Il vero fattore di destabilizzazione del Medio Oriente è il governo israeliano. Che ha distrutto Gaza, sta annettendo la Cisgiordania, ha bombardato l’Iran, sta invadendo il Libano, sta attaccando la Siria e l’Iraq. Se desideriamo stabilità in Medio Oriente, è Netanyahu che deve essere fermato. E con lui Trump che lo sostiene nel suo scellerato progetto”.
Infine, dai promotori del presidio si apprende che anche a Ferrara verrà presto avviata una campagna di raccolta di beni alimentari da inviare agli sfollati in Libano.
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