Ragazzino scomparso, si indaga per sottrazione di minore: lo avrebbero visto salire su un’auto

Ragazzino scomparso, si indaga per sottrazione di minore: lo avrebbero visto salire su un’auto 1

È un’assenza che pesa come un macigno quella di Diego Baroni, il quattordicenne di San Giovanni Lupatoto (Verona) di cui non si hanno più notizie da oltre una settimana. Anche perché l’ombra che il ragazzino possa essere stato rapito si fa largo tra le scrivanie della procura di Verona che sta indagando. Il silenzio improvviso di Diego è iniziato la mattina del 12 gennaio, quando il ragazzo è uscito di casa per andare a scuola senza mai varcarne l’ingresso.

Il fascicolo

Gli inquirenti hanno aperto un’inchiesta per sottrazione di minore, un’ipotesi seria che suggerisce quanto nella scomparsa del ragazzo ci sia la mano di qualcuno. A quanto pare un testimone avrebbe riferito di averlo visto salire su un’automobile. Il condizionale è d’obbligo. Nessun particolare trapela se sull’auto misteriosa sia salito a Verona o a , città dove si sono concentrate le ricerche. L’indagine è coordinata direttamente dal procuratore capo Raffaele Tito, che ha imposto il massimo riserbo sull’attività investigativa.

L’ultima mattina e la sparizione

Diego esce di casa come ogni giorno, diretto a scuola. Non arriva mai in classe. Nessuna segnalazione anomala, nessun messaggio di allerta. Solo il vuoto. La famiglia denuncia immediatamente la scomparsa e scattano le ricerche, mentre le forze dell’ordine iniziano a ricostruire le ultime ore del ragazzo. Dalle verifiche emerge che Diego potrebbe aver raggiunto Milano, dove le sue tracce si interrompono definitivamente. È qui che gli investigatori concentrano una parte rilevante delle attenzioni.

La pista del web e il possibile plagio

Tra le ipotesi al vaglio, quella ritenuta al momento più plausibile è che il quattordicenne possa essere stato contattato online. Un adescamento digitale, maturato nel tempo, che avrebbe persuaso il ragazzo ad allontanarsi volontariamente da casa, ma non per questo in modo consapevole o autonomo. Fonti giudiziarie parlano della possibilità che Diego sia stato plagiato, al punto da interrompere ogni contatto con la madre, le sorelle, la scuola e il suo ambiente di vita. Un’eventualità che, se confermata, rafforzerebbe l’ipotesi di sottrazione di minore.

Cellulare spento

Negli otto giorni successivi alla scomparsa, il cellulare del ragazzo risulta spento, ma emergono due movimenti sospetti su TikTok: l’accettazione di altrettante richieste di amicizia. Un dettaglio minimo, ma cruciale. Gli investigatori non escludono che dietro quelle interazioni non ci sia Diego, ma qualcun altro in possesso del telefono.

Il paese si ferma

Mentre l’inchiesta prosegue lontano dai riflettori, San Giovanni Lupatoto si stringe attorno alla famiglia. Nella serata di ieri, oltre duemila persone hanno partecipato a una manifestazione silenziosa nella frazione di Pozzo, dove il ragazzo vive. Un corteo partecipato e composto, con la presenza di 25 sindaci, del sindaco lupatotino Attilio Gastaldello, del presidente della Provincia Flavio Pasini e di numerosi amministratori locali. Il cammino, dal campo sportivo alla parrocchia, si è concluso con un momento di preghiera guidato dal vescovo di Verona, monsignor Domenico Pompili. Un gesto collettivo che va oltre la fede: è il segnale di una comunità che chiede risposte, e soprattutto il ritorno di Diego.

L’attesa e le indagini

Le indagini continuano senza sosta, tra accertamenti tecnici, analisi dei contatti digitali e verifiche sul territorio . Ogni dettaglio, anche il più marginale, viene attentamente esaminato. Il tempo, in casi come questo, è un fattore cruciale. E mentre la procura lavora nel silenzio imposto dalla delicatezza dell’inchiesta, una domanda resta sospesa nell’aria: dove si trova Diego Baroni e chi, se c’è, ha spezzato il filo della sua quotidianità? La risposta, ora, è affidata alla giustizia. E alla speranza.

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