Roberto ‘Gildo’ Roma è stato prelevato dalla sua abitazione intorno alle 6 di sabato mattina e trasferito nel carcere di Ferrara. La condanna, emessa con rito abbreviato, che lo ha visto sanzionato con 6 anni, 3 mesi e 17 giorni di detenzione, è ora in fase di esecuzione e la difesa avrà la possibilità di presentare appello nei termini stabiliti dalla normativa.
Le imputazioni, condivise con Alessandro ‘Caso’ Casolari, noto esponente del Gruppo d’Azione e del movimento ultras di fede spallina, riguardano rapina aggravata, sequestro di persona e uso indebito di strumenti di pagamento, e sono emerse da indagini avviate a seguito di quella che appariva come una ‘normale’ transazione di droga.
I due avevano attirato un giovane in un appartamento della città con l’aiuto di altri due uomini, un 62enne e un 23enne di Ferrara, per finalizzare l’acquisto di sostanze stupefacenti. Una volta giunto e aperta la porta, il giovane fu aggredito da tre uomini con il volto coperto, tra cui Roma e Casolari. Dopo una breve colluttazione, durante la quale sarebbero stati utilizzati anche una pistola e un taser, la vittima venne immobilizzata con fascette da elettricista e nastro adesivo, le furono sottratti il portafoglio e il telefono e fu rinchiusa in una stanza.
Proprio da quella stanza, dopo vari tentativi, riuscì a liberarsi e a fuggire saltando dalla finestra. Uno dei rapinatori lo raggiunse poco dopo e tra i due si verificò un nuovo scontro, che allarmò i vicini, i quali contattarono le forze dell’ordine. Da questo episodio – il cui bottino ammontava a 100 euro in contante, oltre a 40 euro prelevati indebitamente dal conto del ragazzo, un telefono e le chiavi di casa – partirono le indagini che portarono alla ricostruzione della vicenda.
L’avvocato difensore di Roma, Giovanni Montalto, si prepara a presentare un incidente di esecuzione. Sebbene Roma non abbia presentato ricorso dopo la sentenza, lo ha fatto Casolari. Il legale sostiene che con questa impugnazione, direttamente connessa alla vicenda che coinvolge il suo assistito, la pena non possa diventare esecutiva fino alla decisione della Cassazione.
Il riferimento normativo dovrebbe riguardare l’articolo 587 del codice di procedura penale, che stabilisce: “Nel caso di concorso di più persone in uno stesso reato, l’impugnazione proposta da uno degli imputati, purché non fondata su motivi esclusivamente personali, giova anche agli altri imputati”. La questione dovrà ora essere esaminata dal giudice dell’esecuzione.