Steven Tyler e la frode del museo del rock in Calabria: richiesta di processo per 14 individui.

Steven Tyler e la frode del museo del rock in Calabria: richiesta di processo per 14 individui. 1

In teoria, avrebbe dovuto rappresentare la prova tangibile dei legami tra Steven Tyler, il cantante degli Aerosmith, e il piccolo comune di Cotronei, in provincia di Crotone, da cui il nonno partì all’inizio del XX secolo. Tuttavia, il progetto di un del rock dedicato alla celebrità, che ha subito un insuccesso, rischia di trasformarsi non solo in un’opportunità mancata, ma anche in un processo che coinvolge l’attuale sindaco Antonio Ammirati e l’ex Nicola Belcastro, insieme a vari assessori, consiglieri e funzionari comunali.

La procura di Crotone ha richiesto il rinvio a giudizio per 14 persone, accusate di vari reati tra cui falso ideologico e morale, truffa, corruzione, concussione, estorsione e tentata induzione a dare o promettere vantaggi. Il gup del tribunale di Crotone si pronuncerà il 12 maggio, quando tutti gli imputati dovranno presentarsi per l’udienza preliminare. Tuttavia, secondo i carabinieri, che hanno condotto le indagini su incarico dei pm, attorno al fallito progetto del museo del rock si celava una vera e propria rete di illeciti. A contribuire alla scoperta di questa situazione è stata anche una diffida inviata dal leader degli Aerosmith, originario di Cotronei e sempre interessato al suo paese d’origine.

Steven Tyler, il concerto segreto nel borgo in Calabria del 2013

Steven Tyler e la frode del museo del rock in Calabria: richiesta di processo per 14 individui. 2

Nel 2013, Tyler ha visitato il comune per scoprire le sue antiche origini e ciò che rimaneva della parte italiana della sua famiglia, di cui aveva solo sentito parlare. Da questo incontro – racconta il cugino, l’avvocato Nino Grassi – è nato il legame che avrebbe dovuto concretizzarsi nel museo, alla cui inaugurazione Tyler aveva promesso di partecipare, possibilmente insieme alla figlia Liv e con un concerto organizzato per l’occasione. Tuttavia, tutto è svanito.

Attraverso i suoi avvocati, la rockstar ha intrapreso azioni legali quando le varie amministrazioni che si sono susseguite alla guida del Comune di Cotronei hanno deviato il museo, al quale Tyler si era dichiarato disponibile a donare i suoi oggetti personali, dalla storica residenza di famiglia, Palazzo Bevilacqua, a un altro edificio, acquistato a un prezzo esorbitante. Ufficialmente, il motivo era un mancato accordo con i proprietari, ma basta approfondire – come fa l’avvocato Grassi – per scoprire che non erano mai stati contattati. Successivamente, l’amministrazione ha cercato di attribuire la responsabilità alla Soprintendenza dei beni culturali, che si è mostrata sorpresa poiché non era mai stata informata della questione. Nel frattempo, si accumulano falsità su falsità per giustificare l’acquisto del nuovo immobile destinato al museo.

È un peccato che Tyler non abbia alcun legame con quel luogo; il progetto che aveva approvato e che la Regione aveva finanziato con 1,3 milioni di euro prevedeva anche il recupero di un palazzo storico, non di un cubo di cemento. Di conseguenza, la rockstar ha avviato una diffida formale, intimando all’amministrazione di non utilizzare il proprio nome. L’avvocato Grassi, che lo rappresenta, ha inviato per conoscenza tali documenti anche alla procura, dove il “caso Tyler” ha rivelato una serie di illeciti, appalti manipolati, prebende e favori per cui due amministrazioni sono ora chiamate a rispondere.

I commenti sono chiusi.