Trentino, pensionato ucciso in casa con bastonate alla testa: “Ha lottato con il suo assassino”
La piccola comunità di Strigno, frazione del comune di Castel Ivano in Valsugana, si è risvegliata in stato di shock dopo il rinvenimento del corpo senza vita di Mauro Sbetta, 68 anni, nella sua abitazione di via Marconi nella notte tra il 13 e il 14 gennaio. Un uomo noto e rispettato, molto benestante, una presenza discreta ma familiare per molti, la cui morte inaspettata ha gettato un’ombra di inquietudine sull’intero paese.
La scena del crimine
La tragica scoperta è stata effettuata da un conoscente, in possesso delle chiavi di casa, avvisato da un cugino che da giorni non riusciva a mettersi in contatto con lui. Quando la porta si è aperta, la scena che si è presentata agli occhi dei soccorritori ha subito rivelato che non si trattava di un decesso naturale: Sbetta giaceva sul pavimento del soggiorno, in una pozza di sangue, con gravi ferite alla nuca.
La colluttazione
Nella camera da letto, i vetri rotti della porta-finestra e altre tracce di sangue suggeriscono una violenta colluttazione, segno che l’uomo ha cercato di difendersi prima di morire. I carabinieri, coordinati dal pubblico ministero Davide Ognibene, hanno immediatamente avviato un fascicolo per omicidio contro ignoti. Già dai primi rilievi, gli investigatori hanno escluso che le ferite potessero essere compatibili con una semplice caduta accidentale. Al contrario, tutto fa pensare che l’uomo sia stato aggredito e colpito più volte alla testa con un oggetto, che finora non è stato ancora rinvenuto.
Il movente
Rimane da chiarire un punto cruciale: chi è entrato in quella casa e quale fosse il motivo. Sbetta potrebbe aver aperto la porta a qualcuno che conosceva, oppure essere stato sorpreso da uno o più estranei. È uno dei quesiti centrali dell’inchiesta. Per questo motivo, i carabinieri stanno esaminando sia la vita privata della vittima – amicizie, abitudini, eventuali tensioni o rapporti problematici – sia le registrazioni delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, sperando di identificare movimenti sospetti nelle ore precedenti o successive al crimine.
Le tracce di sangue
Il personale scientifico ha lavorato a lungo all’interno dell’appartamento, analizzando le macchie di sangue sui muri, le impronte e qualsiasi possibile traccia utile a ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione. L’autopsia, programmata per le prossime ore, dovrà determinare con precisione la causa della morte e chiarire se Sbetta abbia tentato di difendersi prima di essere colpito mortalmente.
Paese sotto shock
Nel frattempo, Strigno vive attimi di intensa tensione emotiva. Mauro Sbetta era un pensionato, ex dipendente magazziniere per Set Distribuzione, la società del Gruppo Dolomiti Energia che si occupa della distribuzione dell’energia elettrica nella provincia. I vicini lo descrivono come una persona tranquilla, riservata, senza nemici apparenti. Proprio per questo la sua morte violenta ha colpito ancor di più la comunità, che fatica a trovare una spiegazione a quanto accaduto. Il sindaco di Castel Ivano ha parlato di una comunità sconvolta e preoccupata, invitando però a lasciare lavorare i magistrati. Per ora, nessuna pista viene esclusa: si indaga in tutte le direzioni, dall’ipotesi di un’aggressione avvenuta in un contesto personale fino a quella di un intruso entrato in casa per altri scopi.
Casa sotto sequestro
Nel frattempo, l’abitazione di via Marconi resta sotto sequestro e le indagini continuano incessantemente. L’obiettivo è dare un nome e un volto a chi ha strappato la vita a Mauro Sbetta e restituire, almeno in parte, un senso di giustizia a una comunità improvvisamente colpita da un crimine tanto brutale quanto inatteso.