Un accordo da onorare: un corridoio umanitario e accademico per gli studenti di Gaza

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Questa vicenda ha inizio quasi un anno fa, nella primavera del 2025, quando, dopo un lungo periodo di preparazione, la Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) avvia ufficialmente il progetto Iupals (Italian Universities for Palestine) e l’Ateneo in cui operiamo, la Statale di , pubblica un bando per dieci borse di studio destinate a studenti e studentesse residenti nei territori palestinesi.

Sono 35 le università pubbliche italiane che hanno aderito all’iniziativa, riuscendo a mettere a disposizione risorse proprie per coprire le borse, che includono alloggio, buoni pasto, assicurazione sanitaria e tessera per il trasporto pubblico, affinché questi studenti possano continuare i loro studi nel nostro Paese.

Di fronte a un centinaio di borse disponibili, dalla sono pervenute migliaia di candidature (oltre 650 solo alla Statale di Milano). A partire da metà luglio 2025, l’unità di crisi della Farnesina, il consolato generale di Gerusalemme e la nostra ambasciata ad Amman hanno lavorato intensamente – in collaborazione con Crui e Mur – per trovare un accordo che consentisse di tradurre quelle borse in azioni concrete, permettendo l’uscita fisica dalla Striscia di Gaza dei ragazzi e delle ragazze risultati vincitori: un’azione diplomatica che ha reso possibile l’apertura di un corridoio umanitario per studenti universitari attraverso la Giordania.

Grazie a questo corridoio e all’impegno straordinario di chi ha lavorato a questo progetto, tra il 30 settembre e l’inizio di dicembre scorso, l’Italia è riuscita a evacuare e portare nelle università di destinazione oltre 150 borsisti provenienti da Gaza, più di qualsiasi altro Paese europeo.

Nel frattempo, alcuni atenei, incluso il nostro, con un ulteriore sforzo economico, hanno reso disponibili borse aggiuntive (nel caso di Unimi si arriva a un totale di 31 borse, cifra senza pari in Europa), con l’intento di assegnarle al maggior numero possibile di idonei, anche considerando l’alto livello dei candidati che hanno partecipato al bando.

A questa storia, che ci rende orgogliosi del nostro Paese, delle nostre istituzioni e università, manca però ancora un finale felice. La Statale di Milano attende ancora un gruppo di dieci giovani, con tutte le caratteristiche richieste dal progetto Iupals, assegnatari di borse conferite loro molti mesi fa, in base alla graduatoria di idoneità stilata nel luglio 2025.

Altre 18 università si trovano nella medesima situazione: in totale, ci sono più di cento ragazzi e ragazze che hanno visto partire i propri compagni, mentre loro sono rimasti bloccati nell’inferno di Gaza – poiché tale è la vita in quei luoghi – a causa della sospensione delle evacuazioni nel mese di dicembre. Studentesse e studenti titolari di una borsa di studio per l’anno accademico 2025-2026 che ora rischiano di perdere, se non si troverà un modo per farli arrivare al più presto in Italia, dato che quasi ovunque stanno per iniziare i corsi del secondo semestre.

Tra i borsisti dell’Università di Milano ci sono anche Hisham e Sama. Sono fratello e sorella. Uno di loro è già in Italia, mentre l’altra è ancora a Gaza. Oggi saranno tra i protagonisti della XVIII edizione di UniStem Day, un evento di divulgazione scientifica che coinvolge ogni anno 30 mila ragazzi e ragazze delle scuole superiori in Italia e in Europa. Nell’aula magna della Statale, come in altre università che partecipano all’iniziativa, daremo spazio alle loro testimonianze e ricorderemo i nomi di chi, come loro, è in attesa di evacuazione.

Lo faremo per sottolineare che, come nazione, abbiamo assunto un impegno. Mantenere tale impegno deve essere una priorità, nonostante le complessità aggiuntive legate agli effetti della guerra in Iran. Lo dobbiamo ai borsisti e a noi stessi, come comunità politica e sociale che, al di là delle diverse sensibilità, in ambito umanitario sa ritrovare unità e capacità di realizzare opere straordinarie.

Garantire il diritto allo studio universitario ai borsisti provenienti da aree di crisi rappresenta un investimento nel futuro di tutti, affinché questi giovani, con le conoscenze e le competenze che acquisiranno, possano diventare domani la prima linea di generazioni capaci di immaginare e promuovere un futuro di pace e sviluppo.

Elena Cattaneo (senatrice a vita e docente dell’Università Statale di Milano)

Stefano Simonetta (prorettore al Diritto allo studio dell’Università Statale di Milano)

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