Valditara e la nota sui metal detector nelle scuole: dibattito acceso sull’opportunità di limitare la libertà degli studenti.
(ansa)
Inizialmente, l’accoltellamento fatale avvenuto a La Spezia ha coinvolto un giovane, seguito poi dal ritrovamento di uno studente con un machete in una scuola di Bologna. “Siamo consapevoli – afferma il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara – che purtroppo la questione dei coltelli sta diventando quasi una tendenza e molti giovani circolano con essi. La prima idea che mi viene in mente è di suggerire metal detector mobili per monitorare gli accessi dove la scuola esprime preoccupazioni. Il dirigente scolastico può richiedere al prefetto di valutare l’applicazione di questa misura”.
Questa proposta ha generato controversie. “Si è parlato di repressione e alcuni hanno dato credito a tali affermazioni, ma si tratta di sicurezza. Questa rappresenta un’esigenza di sicurezza, un’esigenza di libertà, una garanzia per i nostri giovani, per i nostri insegnanti e per il personale scolastico”, prosegue Valditara intervenendo a ‘Idee in movimento’, evento organizzato dalla Lega a Rivisondoli.
<pprende la parola il sindaco di bologna, Matteo Lepore. “Se non vogliamo diventare simili agli Stati Uniti, dove in alcune scuole di serie B e C ci sono metal detector, e se non desideriamo seguire la deriva di Trump, è fondamentale supportare il personale scolastico con salari adeguati e, scuola per scuola, riflettere sulle necessità per garantire la sicurezza dell’istituto scolastico”. Secondo il sindaco, “i ragazzi si armando perché provano timore, e noi dobbiamo stargli accanto e non stigmatizzarli dicendo che sono loro il problema del Paese. La violenza giovanile è una questione seria, ma non può essere affrontata rinchiudendo i ragazzi in una gabbia”, ha aggiunto, esprimendo il suo pensiero sulla volontà del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara di accelerare l’introduzione dei metal detector nelle scuole, in vista di una circolare imminente.
Contrarie a questa proposta si sono dichiarate anche le sigle sindacali presenti alla manifestazione: “Intervenire sulle scuole, selezionandole in base alla necessità di metal detector, destabilizza le famiglie. Chi manderebbe i propri figli in scuole già etichettate come pericolose?” ha affermato Monica Ottaviani, della Flc-Cgil regionale. Questo provvedimento, ha concluso, “è grave: la scuola riflette la società e il problema della fragilità giovanile deve essere affrontato in modo diverso. Il vero problema è che il Governo continua a tagliare sulla scuola pubblica”.
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