Giovedì 14 maggio, alle ore 17.30, si terrà presso la libreria Il Libraccio di Ferrara la presentazione del libro di Andrea Speranzoni, “Che cos’è questo golpe. Pasolini nell’Italia delle stragi e del ricatto politico” (Castelvecchi ed., 2025). L’evento è organizzato da “Macrocrimes, Centro di studi giuridici della grande criminalità”, attivo nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara, in collaborazione con Cgil-Ferrara.
Nel novembre del 1974, Pier Paolo Pasolini pubblicò sul Corriere della Sera il noto articolo “Che cos’è questo golpe?”, un’accusa contro i poteri occulti che operavano sia all’interno che all’esterno delle istituzioni della Repubblica. Un anno dopo, nella notte tra il 1° e il 2 novembre 1975, Pasolini viene ucciso all’Idroscalo di Ostia: un omicidio che è rimasto a lungo relegato nella cronaca nera, ma che è avvenuto nello stesso contesto di violenze e sabotaggi che il poeta aveva avuto il coraggio di denunciare.
Andrea Speranzoni si basa sull’“Io so” del poeta per ricostruire, attraverso documenti processuali e fonti giudiziarie inedite, la complessa rete di depistaggi, ricatti e complicità che ha caratterizzato la storia repubblicana. Dall’insuccesso del golpe Borghese del 1970 alle stragi di Milano del 1969, di Brescia e Bologna del 1974, dai legami tra eversione nera, logge massoniche e apparati statali fino alle sentenze del 2025 nei processi che hanno rivelato i mandanti della strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980.
Le intuizioni di Pasolini trovano così conferma, dando un significato compiuto al suo “Io so”, rivelando anche come il piano di destabilizzazione della loggia P2 si sia concluso con la stabilizzazione di un ordine politico funzionale alla trasformazione socio-economica italiana in atto, i cui effetti si avvertono ancora oggi. A dialogare con l’autore sarà Paolo Veronesi, Ordinario di Diritto costituzionale Unife.
Andrea Speranzoni. Nato a Venezia nel 1971, è avvocato iscritto al Foro di Bologna. Laureato in giurisprudenza all’Università di Ferrara, ha trattato processi legati all’eversione di destra e a reati di terrorismo. Ha inoltre seguito, in qualità di avvocato di parte civile, numerosi processi avvenuti dopo la scoperta del cosiddetto “Armadio della Vergogna”, tra cui quelli per le stragi di Marzabotto e Monte Sole, oltre a quelli riguardanti i desaparecidos italiani uccisi dalle dittature in Cile, Argentina e Uruguay. Come avvocato nel processo per la strage di Bologna è noto per aver trovato e valorizzato prove decisive. Tra le sue pubblicazioni in coautoria si segnalano: Contesti di strage – la strategia filoatlantica della stabilizzazione (1997); Le stragi: i processi e la storia. Ipotesi per una interpretazione unitaria della strategia della tensione: 1969-1974 (1999); Lo stato di eccezione. Processo per Monte Sole 62 anni dopo (2009); L’Italia violenta degli anni Settanta (2011); La ricostruzione giudiziale dei crimini nazifascisti in Italia (2012). È autore di Le stragi della vergogna (2014), un’opera sui processi ai crimini nazifascisti in Italia. È Presidente del “Comitato bolognese per la verità sull’omicidio di Pier Paolo Pasolini”.