Barbero e l’attrattiva di un diverso Medioevo
Alessandro Barbero
È noto a tutti noi che esistono quei «tornanti cruciali e cruenti» della storia, in cui il corso degli eventi subisce un cambiamento repentino. Svolte storiche che rimangono impresse nella nostra memoria, come la Rivoluzione inglese del Seicento e, successivamente, quelle americana e francese del Settecento. Ma prima di queste? Non ci sono state altre rivoluzioni significative? In effetti, la storia europea è costellata di momenti decisivi in cui un gran numero di individui cerca di modificare un avvenire che non gradisce. A raccontarcelo con il suo stile coinvolgente, che lo ha reso uno dei divulgatori più apprezzati, anche online, per la sua abilità di narrare eventi storici in modo accessibile e affascinante, è lo storico Alessandro Barbero nel saggio All’arme! All’arme! I priori fanno carne!, disponibile in edicola dal 6 febbraio con Repubblica.
Specializzato in storia medievale, è proprio in quel periodo, noto come i “secoli bui” della nostra storia, che il professor Barbero intende condurci, focalizzandosi sugli ultimi decenni del Trecento. In un arco di tempo di poco più di trent’anni, il Vecchio Continente vive, una dopo l’altra, quattro significative insurrezioni da riscoprire. Certamente non sono passate alla storia come le grandi rivoluzioni successive. Tuttavia, per il breve intervallo in cui si sono verificate, tanto da essere considerate un’anomalia, meritano l’attenzione di Barbero — e la nostra. Scopriamo il perché.
Dalla Jacquerie — esplosa nelle campagne francesi nell’estate del 1358, quando «un gruppo di persone dei villaggi iniziò a unirsi, un po’ ovunque, senza leader» come riportarono i cronisti dell’epoca — alla rivolta fiorentina dei Ciompi, passando per la Peasants’ Revolt inglese e quella, nuovamente italiana, dei Tuchini piemontesi tra il 1386 e il ’91, tutte e quattro le insurrezioni furono represse nel sangue e a lungo liquidate, secondo la storiografia prevalente, come «rivolte di poveri», mossi dalla miseria e dalla fame a opporsi ai “priori”, cioè ai signori. Sono proprio questi ultimi, al centro della rivolta dei Ciompi nella Firenze premedicea, a dare il titolo a questo saggio: i priori che «fanno carne», ovvero uccidono e torturano i ribelli, come grida l’orologiaio chiamato a riparare l’orologio di Palazzo Vecchio, udendo dalle segrete del palazzo le urla dei prigionieri torturati.
Sarà lui a lanciare l’allerta, che rappresenta anche una chiara chiamata alle armi. E insieme a lui, molti sono i personaggi che emergono da queste pagine, ai quali, attingendo direttamente dalle cronache del tempo, Barbero conferisce tridimensionalità, nel suo stile distintivo che lo ha reso uno dei divulgatori più seguiti. Le centinaia di migliaia di visualizzazioni che i suoi interventi ottengono online e il successo dei suoi libri ne sono una prova: l’ultimo, San Francesco, pubblicato lo scorso settembre, è ancora in classifica dopo cinque mesi.
Tuttavia, il valore di questo saggio risiede anche nella nuova, affascinante interpretazione di quanto avvenuto nel Medioevo, che il professore costruisce confutando le teorie più diffuse e demolendo gli stereotipi. Non è corretto affermare che questi ribelli abbiano fallito perché privi di consapevolezza, non avessero coscienza di classe o fossero manovrati dall’alto in un gioco machiavellico. Non c’è niente di più errato, afferma Barbero richiamando la storiografia marxista. Perché una coscienza di classe esisteva già tra i rivoltosi del Trecento, che avevano rivendicazioni chiare e si battevano per realizzarle. E soprattutto, non è stata la fame a motivarli, ma un innalzamento del tenore di vita avvenuto dopo decenni di carestie, guerre e pestilenze che tutti ricordiamo di quell’epoca.
Non è forse accaduto lo stesso negli anni Sessanta e Settanta in Italia e in Europa, durante il boom successivo alla fine della Seconda guerra mondiale, con la grande stagione delle lotte sindacali e delle conquiste dei lavoratori? Barbero suggerisce questo parallelo audace. Perché — ecco la sua conclusione — non è quando si fatica ad arrivare a fine mese, ma quando si inizia a stare meglio che si acquisisce consapevolezza dei propri diritti. Oggi come allora.
Il libro
Il saggio di Alessandro Barbero si intitola All’arme! All’arme! I priori fanno carne! ed è disponibile in edicola con Repubblica (a 9,90 euro in più) e nel nostro bookshop repubblicabookshop.it. Nel volume vengono narrate in modo chiaro e ben documentato, nel classico stile di Barbero, citando le cronache dell’epoca, quattro rivolte popolari che si sono verificate in Europa nel Trecento.
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