Bologna e Ferrara uniscono i musei ebraici: nasce il polo regionale con il via libera della Regione

Bologna e Ferrara uniscono i musei ebraici: nasce il polo regionale con il via libera della Regione 1

Bologna e Ferrara unite nel segno della cultura ebraica. La Regione Emilia-Romagna è protagonista della nascita del polo regionale della cultura ebraica, frutto dell’incorporazione del ebraico di Bologna all’interno del Meis – Museo dell’ebraismo e della Shoah di Ferrara.

Lo prevede il progetto di legge proposto dalla Giunta e approvato all’unanimità dall’Assemblea legislativa. A sostegno dell’operazione viene stanziato un milione di euro per il biennio 2027-2028, mentre per gli anni successivi il contributo sarà stabilito all’interno della legge di Bilancio regionale. L’obiettivo è quello di contenere i costi di gestione, garantire un’unica programmazione culturale e aumentare le attività rivolte al pubblico.

Il provvedimento è stato illustrato dalla relatrice di maggioranza Simona Lembi (Partito Democratico) e da quello di minoranza Sassone (Fratelli d’Italia) e ha raccolto un sostanziale apprezzamento da parte di tutte le forze politiche. Sia Lembi, sia Sassone, infatti, hanno evidenziato la rilevanza della nascita del polo museale regionale e della valorizzazione della storia ebraica. Nel corso del dibattito, entrambi hanno sottolineato l’importanza della cultura ebraica: Lembi ha voluto dedicare questo provvedimento alla memoria di Bianca Colbi Finzi, indimenticata e indimenticabile presidente della Comunità ebraica di Bologna, mentre Sassone ha avuto parole e per le vittime dell’attentato del 7 ottobre 2023 perpetuato da Hamas ai danni del popolo israeliano.

Se l’approvazione del progetto di legge è arrivata all’unanimità, i gruppi consigliari si sono divisi e hanno discusso su un ordine del giorno di Fratelli d’Italia, poi respinto, che chiedeva, fra le altre cose, alla Regione di sostenere le varie proposte di legge in discussione in Parlamento sul tema antisemitismo: il centrosinistra era pronto a votarlo a patto che non ci fosse il riferimento a un progetto di legge sull’antisemitismo ancora in discussione e non ancora portato in votazione in Parlamento.

Il dibattito

Giancarlo Tagliaferri (FdI) ha evidenziato la scelta della Regione di passare dal sostegno alla responsabilità diretta: “È importante che la Regione Emilia-Romagna contribuisca alla memoria della Shoah e alla conoscenza dell’ebraismo. Oggi compiamo un passo ulteriore con l’incorporazione del museo per rafforzare la governance. Gli obiettivi sono condivisibili ma vorremmo che domani siano verificabili i risultati”.

Per Elena Ugolini (Rete Civica) “il fatto che il Museo ebraico fondato nel 1999, il primo fondato da un’istituzione pubblica e dalla comunità ebraica, sia incorporato nel Meis porterà miglioramenti, la possibilità di costruire percorsi formativi e gestionali. Non è scontato che gli studenti delle nostre scuole abbiano occasioni per poter andare a fondo nelle radici della nostra tradizione per favorire dialogo, conoscenza e ascolto”.

Sottolineando come l’antisemitismo rappresenti una delle più antiche forme di odio e persecuzione e che i fenomeni di antisemitismo siano in aumento, Ferdinando Pulitanò (FdI) ritiene che “il nostro ordine del giorno non esula dal merito ma è consequenziale alla legge perché si va a rafforzare una presa di posizione. Non è un atto divisivo per l’Aula ma divisivo per il centro sinistra. La coerenza istituzionale impone di difendere il popolo ebraico e l’esistenza dello Stato ebraico. L’antisemitismo dovrebbe essere una priorità culturale della nostra Regione e i punti di contatto dell’odg con la legge ci sono”.

Francesco Critelli (Pd) ha precisato che “la proposta di mediazione del Pd era quella di ‘depurare’ l’odg di Fratelli d’Italia da ogni riferimento al ddl antisemitismo votato a . Rischiamo di banalizzare episodi che richiedono serietà di tutta la politica e istituzioni. Domani 7 ottobre ricorre l’anniversario della strage di Hamas, che condanniamo, e ci uniamo al ricordo commosso di quelle vittime ma partire da lì per esprimere un parere al ddl votato a Roma è una forma di strumentalizzazione. C’è volontà di inserire nel dibattito un elemento di divisione”.

“Il Museo di Ferrara ricorda cosa è successo con la Shoah, il genocidio nazifascista che ha colpito il popolo ebraico: è un simbolo della memoria e ci ricorda cos’è l’antisemitismo. È molto importante che ci sia un rinnovato lavoro comune del Museo di Bologna e di quello di Ferrara”, ha sottolineato Paolo Calvano (Pd) che, parlando dell’ordine del giorno di Fratelli d’Italia, ha sottolineato come “il Pd ha provato a trovare una mediazione fino alla fine”.

“Noi non abbiamo scheletri nell’armadio, non abbiamo nostri ex consiglieri comunali vestiti da nazisti, per questo siamo sempre stati dalla parte giusta della storia: noi non abbiamo mai fatto il saluto romano, che è di per sé antisemita”, spiega Simona Larghetti (Avs) nel ribattere alla destra.

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