Bonsai, la decima edizione registra il tutto esaurito.

Se la decima edizione di Bonsai doveva, secondo le parole del Direttore artistico Giulio Costa al momento dell’apertura, segnare la conclusione di un ciclo e l’inizio di un altro, il futuro si prospetta sotto i migliori auspici: 20 spettacoli distribuiti su 13 giornate di festival che hanno registrato il tutto esaurito, spingendo gli organizzatori a pianificare – per |x| – No, non chiuderemo il Teatro Ferrara Off di CollettivO CineticO – repliche per soddisfare il pubblico.

La conferma che gli anni di impegno, il coinvolgimento delle realtà locali e dei più giovani attraverso collaborazioni con scuole e Università, la passione per il teatro e la creazione di un programma che ha alternato nomi affermati a compagnie e artisti emergenti, hanno dato i loro frutti.

“È stata una grande soddisfazione osservare un pubblico variegato per età, con un gran numero di giovani, riempire la sala ogni sera – commenta Costa. – Abbiamo realizzato un programma coerente, con una forte presenza di storie autobiografiche, anche se non sono mancate incursioni nella Storia, a partire dalle celebrazioni degli 80 anni della Costituzione con cui abbiamo voluto inaugurare l’edizione 2026 fino ad arrivare ai grandi conflitti che caratterizzano il presente, e le persone hanno risposto con entusiasmo e grande fiducia”.

Un’edizione che è stata arricchita da un nuovo format, sviluppato in collaborazione con UDI Ferrara, per incontrare attrici, autrici e compagnie al di fuori della scena e discutere di creatività al femminile, e che ha visto attivarsi e rinnovarsi le collaborazioni: “numerose le sinergie con le realtà locali – afferma il Direttore organizzativo del Festival Marco Sgarbi – a partire dalle scuole, con il Liceo Ariosto e l’Istituto di Istruzione superiore Vergani/Navarra, con l’Università degli Studi di Ferrara, col Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara e con il Teatro Comunale di Ferrara, e il supporto di enti come Sistema Bibliotecario dell’Università degli Studi di Ferrara, Ferrara Tua Multiservizi, CIDAS e Cassa Padana. E ovviamente il Comune di Ferrara, sempre al nostro fianco, la Regione Emilia-Romagna e il Ministero della Cultura: tutti compagni di viaggio senza i quali Bonsai non potrebbe esistere”.

Un’altra novità molto apprezzata è stata la mostra “in formato Bonsai” ospitata presso la sede di The Ferrareser, Mi ami ora? di Francesco Fantoni, un racconto leggero di una storia d’amore attraverso diorami di carta colorata racchiusi in piccole case di cartone e la voce sussurrata di Annabella Ferrin.

“E ora siamo al lavoro per l’edizione 2027 – afferma Giulio Costa – nella quale prevediamo di reinserire le microrassegne, ovvero tre spettacoli realizzati da tre compagnie/artisti uniti per poetica, contenuti e obiettivi. Quest’anno il pubblico ha risposto davvero bene a questi eventi multi-spettacolo; in quelle serate si percepiva una vera e propria comunità, composta da diversi gruppi di spettatori, che non sembravano avvicinarsi per argomenti specifici o a loro dedicati, ma piuttosto per esplorare e connettere diversi punti di vista su temi attuali e legati alla vita. Tra pochi giorni sarà quindi pubblicata la sesta edizione della Chiamata OFFline, con la quale speriamo di attrarre artiste e artisti sensibili e onesti come quelli di quest’anno, promuovere le nuove tendenze del teatro contemporaneo e contribuire a una cultura diffusa rivolta a tutte le generazioni.”

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