Non si tratta di una mera commemorazione, bensì di un’esplorazione approfondita della “domanda delle domande” — chi sono io? — che il Maestro si pose fin dall’infanzia, dando avvio a un viaggio caratterizzato da rapide evoluzioni, spunti di riflessione e svolte inaspettate.
Percorso cronologico ed emotivo
La componente narrativa è affidata alla voce di Silvia Boschero, giornalista e nota conduttrice radiofonica, capace di accompagnare il pubblico in un percorso sensoriale che segue sia la linea temporale della carriera di Battiato, sia le profonde tematiche spirituali e poetiche che l’hanno contraddistinta.
Al suo fianco, la dimensione musicale è curata da due artisti di notevole talento: l’eclettica cantautrice genovese Giua e la violinista jazz Anaïs Drago. Insieme, le musiciste superano i confini tradizionali alternando sonorità acustiche e essenziali a esperimenti elettronici, omaggiando la vena innovativa di Battiato con audacia espressiva.
Nel repertorio troveranno spazio brani iconici della musica leggera italiana quali Centro di gravità permanente, Cuccurucucù, La stagione dell’amore e Sentimento nuevo. I pezzi, rielaborati attraverso originali arrangiamenti, diventano spunto per un percorso che, oltre a celebrare il Maestro, stimola ogni spettatore a una riflessione interiore. La produzione, curata da Nidodiragno con la supervisione registica di Elisabetta Mazzullo, mira a trasformare il teatro in un luogo di introspezione e gioia condivisa.
Gli appuntamenti sono previsti in orario serale, da giovedì a sabato, con una replica pomeridiana la domenica. Un’opportunità significativa per riscoprire quel “centro di gravità” che Battiato ha ricercato per tutta la sua esistenza, lasciandoci in eredità un vasto repertorio di suoni e riflessioni ancora da approfondire.