Conferenza di Alberto Andreoli sul delta del Po nel “Periplo” di Scìlace

Avrà per tema “Il delta del Po nel ‘Periplo’ di Scìlace” la conferenza di Alberto Andreoli in programma lunedì 12 ottobre, ore 17, nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via Scienze 17).
Secondo il saggista croato Predrag Matvejević “l’Atlantico o il Pacifico sono i mari delle distanze, il Mediterraneo è il mare della vicinanza, l’Adriatico è il mare dell’intimità.” Fin dall’epoca pre-protostorica le coste e le isole adriatiche furono teatro di una vivace circolazione di merci e di persone.
Il ricordo delle più antiche “frequentazioni” elladiche ci è stato tramandato in numerosi racconti mitografici (tra i più noti, il volo e la caduta di Fetonte, la leggenda degli Argonauti, il nóstos/“ritorno” da Troia dell’eroe acheo Diomede e l’esilio del troiano Antenore, la saga del popolo dei Pelasgi).
Notazioni di interesse nautico ed etnico-geografico, frutto di pioneristiche esplorazioni marittime elleniche del kólpos Adrías, furono presto raccolte in testi tecnici utili alla navigazione di età arcaico-classica, purtroppo perlopiù andati perduti. All’interno di un codice medievale del XIII secolo, custodito a Parigi, si conserva una rara silloge di scritti geografici in lingua greca, tra i quali è compreso il cosiddetto Periplo di Scìlace o dello pseudo-Scìlace (come viene più spesso denominato): a detta di Valerio Massimo Manfredi, un “documento, fra i più interessanti che ci siano pervenuti dall’antichità”.
In effetti, si tratta del più antico portolano del Mediterraneo, la cui prima stesura risale all’inizio del V secolo a.C.. Questa sorta di “manuale di navigazione” costituisce una fonte di straordinaria importanza, la più antica, per la conoscenza della geografia fisica e antropica del litorale adriatico veneto-romagnolo al tempo della fioritura della civiltà spinetica.
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