d, la Repubblica delle donne contro i cliché

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Una foto di Ferdinando Scianna, il primo italiano a far parte dell’agenzia Magnum 

Daniela Hamaui, la fondatrice di D, condivide che alcuni mesi prima del debutto, nel 1996, fu condotta una ricerca di mercato.

Si chiese alle lettrici di come avrebbero reagito all’idea di un magazine femminile unito al loro giornale. La risposta fu inequivocabile: non solo non sarebbero state interessate all’acquisto, ma probabilmente avrebbero anche smesso di comprare il quotidiano stesso.

Le cose, naturalmente, non si sono svolte in questo modo: D è stato effettivamente lanciato il 21 maggio di 30 anni fa e ha subito attratto lettori e lettrici. È nato un periodico distante anni luce dai cliché delle riviste femminili tradizionali.

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Il magazine ha ormai raggiunto una dimensione internazionale e ha un’edizione semestrale in lingua inglese distribuita in tutto il mondo 

Puntava su una scrittura di alta qualità, ampi reportage e una narrazione della moda autorevole, mai superficiale.

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La font protagonista del progetto di redesign, realizzato da Francesco Franchi e Giovanni Cavalleri per i 25 anni di D, premiato agli SPD World’s Best Editorial Creative Competition di New York. Eugenia è il corsivo calligrafico di Eugenio, il Bodoni disegnato nel 2017 per il redesign del quotidiano. L’idea è stata partire dal carattere simbolo della tradizione tipografica italiana per creare qualcosa di nuovo 

Nella sua attuale versione, che ha debuttato nel marzo del 2022 con un progetto grafico rinnovato e un logo ora in minuscolo, d pubblica alcune delle firme più apprezzate del quotidiano insieme a una nuova generazione di giornaliste e scrittrici, oltre al lavoro dei più rinomati fotografi di moda a livello globale: tra gli altri, David Sims, Paolo Roversi, Mert e Marcus, Inez e Vinoodh.

Nel frattempo, attorno a d, è fiorito un ecosistema sia cartaceo che digitale. Nel 2023 è stato lanciato door, un mensile dedicato a interni e design.

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Il restyling, accanto al formato più largo, ha riguardato anche il logo, una nuova d che diventa minuscola per simboleggiare come “non serva alzare la voce per essere ascoltati quando si hanno argomenti forti da comunicare” 

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Non solo moda, su d grandi interviste, racconti, inchieste e anche nuovi formati giornalistici 

Nel 2024 è stata la volta di U: stile maschile e grandi interviste. Con il sito d.repubblica.it e la pagina Instagram, oggi d rappresenta un sistema multimediale che quotidianamente affronta temi di moda e attualità, arte, letteratura, società, viaggi, design, cultura pop: una prospettiva sulla bellezza, in un mondo che ne ha grande bisogno.

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