Diritto all’uguaglianza: l’Illinois è stato il pioniere nella sua attuazione.

Diritto all'uguaglianza: l'Illinois è stato il pioniere nella sua attuazione. 1

Illinois (USA): il primo Stato federato del Midwest a introdurre una legge a favore del diritto di uguaglianza tra uomini e donne nel mondo del lavoro. Era il 22 marzo 1872, mentre nel resto degli Stati Uniti si dovette attendere fino al 1964.

Il femminismo

Storicamente, il movimento è emerso come una forma di rivendicazione dei diritti femminili nei contesti civili, economici, giuridici, politici e sociali rispetto agli uomini. Le prime manifestazioni si verificarono durante l’Illuminismo (1715 – 1789) e la Rivoluzione francese (1789-1799). Con il passare del tempo, il femminismo ha assunto molteplici significati, così come sono mutate le modalità di protesta, per cercare di conseguire il diritto di uguaglianza.

Uguaglianza giuridica, discriminazione nella realtà

La parità tra i sessi si basa sul principio fondamentale dell’uguaglianza di tutti gli esseri umani e comporta il riconoscimento di una differenza di natura tra uomo e donna, ma non per quanto riguarda il diritto al lavoro, all’istruzione, alla cittadinanza e al voto. Purtroppo, l’esistenza di una legge a tutela di questa uguaglianza non garantisce la sua applicazione nei contesti familiari, professionali e sociali. Infatti, numerosi dati evidenziano quanto la discriminazione tra uomini e donne sia un problema estremamente attuale, anche nei paesi più sviluppati.

L’ordinamento europeo

L’articolo 20 della Carta Sociale Europea Riveduta (CSER) del 1996 stabilisce il diritto alla parità di opportunità e di trattamento tra uomini e donne nel lavoro. Inoltre, richiede che gli stati non solo accettino le disposizioni, ma garantiscano anche tale diritto di uguaglianza a livello normativo interno, in modo esplicito ed efficace. Inoltre, gli artt. 21 e 23 regolano rispettivamente il divieto di discriminazione basata sul sesso e la parità tra uomini e donne come diritti fondamentali di tutti gli individui. Pertanto, l’uguaglianza deve essere sempre rispettata, indipendentemente dal contesto lavorativo. Nel 2009, la Riforma di Lisbona ha introdotto una modifica significativa alla Carta, riconoscendo la parità tra i sessi come uno dei cinque valori su cui si fonda l’Unione europea (art. 2 TUE).

La Costituzione italiana

L’articolo 37 della Costituzione afferma che: “La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e garantire alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione”. In teoria, l’Italia assicura l’uguaglianza tra i sessi, ma, purtroppo, nella pratica la situazione racconta una realtà ben diversa e la causa principale è principalmente di natura culturale. Pertanto, sebbene la normativa preveda la protezione di questi diritti, la discriminazione persiste ancora in modo preoccupante in vari ambiti della vita delle donne, incluso quello lavorativo.

Gli , Myra Colby Bradwell (1831-1894)

Nata a Manchester e cresciuta a New York, è stata una delle prime avvocate dell’Illinois. Tuttavia, all’epoca alle donne era vietato accedere alla scuola di legge, quindi Myra apprese il mestiere facendo l’apprendista nell’ufficio di suo marito. Inoltre, la legge impediva alle donne sposate di possedere beni e gestire eventuali guadagni personali. Nello stesso periodo, l’irlandese Margaret Ann Bulkley si travestiva da uomo per esercitare la professione medica, riservata esclusivamente agli uomini.

Nel 1868, la Bradwell fondò il giornale Chicago Legal News con il supporto del marito, che l’aiutò nella memorabile impresa di diventare editrice e responsabile commerciale della testata. Nel tempo, si dedicò principalmente alla scrittura di articoli sull’emancipazione femminile e sostenne con forza il movimento delle suffragette, non risparmiando critiche alla magistratura locale. 

Per anni si batté a favore delle donne, affinché potessero accedere a impieghi liberi, e soprattutto diversi dai ruoli di madri e mogli. Infatti, contribuì alla redazione dell’Illinois Married Women’s Property Act (1861) e, in collaborazione con Alta M. Hulett, dell’Earning Act (1869): due proposte di legge per consentire alle donne sposate di gestire i propri guadagni. 

Bradwell vs Illinois

Nel 1869, la Bradwell superò con successo l’esame di abilitazione e presentò domanda alla Corte Suprema dell’Illinois per essere ammessa alla professione legale. Tuttavia, la richiesta venne negata perché Myra era una donna e “Dio ha progettato i sessi per occupare sfere di azione diverse.” Alla luce di quanto accaduto, fece ricorso appellandosi al 14° emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America, ma fu respinto, poiché non includeva il diritto di esercitare una professione. A quel punto, Myra decise di concentrare la sua attenzione esclusivamente sui diritti delle donne, mettendo in secondo piano la sua carriera. Tuttavia, presentò comunque ricorso alla Corte Suprema degli Stati Uniti, che nel 1873 confermò la sentenza, citando la stessa motivazione: l’essere una donna.

Una vita dedicata alle donne

Nel 1869, in collaborazione con Elizabeth Cady Stanton e Mary Livermore riuscì a far approvare un disegno di legge che garantiva alle donne sposate la possibilità di mantenere il proprio stipendio e tutelava i diritti delle vedove. Inoltre, grazie al supporto del marito, si batté affinché le donne potessero essere tutori paritari dei loro figli. Gran parte della sua attività si svolse attraverso il Chicago Legal News, ma fu anche la segretaria corrispondente della neo costituita Illinois Woman Suffrage Association (IWSA). Infine, condusse una lunga battaglia a favore del suffragio femminile e promosse la necessità di una rappresentanza femminile all’Esposizione colombiana del 1893.

22 marzo 1872

Finalmente, l’Illinois approvò un disegno di legge che garantiva la libertà di scelta professionale ai cittadini, senza distinzione di genere. La legge entrò in vigore a luglio dello stesso anno e stabilì che “a nessuno sarà precluso o escluso qualsiasi occupazione, professione o impiego (eccetto militare) a causa del sesso.” Purtroppo Myra non divenne la prima avvocato donna, che fu invece la giovanissima Alta M. Hulett. Infatti, il 6 giugno 1873, all’età di soli 19 anni, la Corte Suprema accolse la sua domanda, così il mondo forense americano annoverò per la prima volta una figura femminile.

Myra ottenne l’approvazione della sua domanda dalla Corte Suprema dell’Illinois solo il 21 marzo del 1890, utilizzando i documenti originali rilasciati nel 1869: erano trascorsi vent’anni. Invece, la Corte Suprema degli Stati Uniti le conferì la licenza nel 1892. Purtroppo, la Bradwell morì poco dopo, nel 1894, entrando nella storia come una delle figure più significative nella lotta per la parità di genere.

Il progresso sociale si può misurare dalla posizione sociale del gentil sesso.

Karl Marx

Dal 1872 molte cose sono cambiate negli Stati Uniti e nel mondo, ma la strada è ancora lunga e non solo nei paesi in via di sviluppo. Infatti, i retaggi culturali di un passato spesso nefasto continuano a nutrire correnti di pensiero pericolose, i cui effetti si manifestano tristemente negli articoli di cronaca e nei notiziari televisivi. D’altronde, i dati parlano chiaro e confermano la necessità di proseguire nella lotta che ha però bisogno anche di consapevolezza e di rieducazione.

La diversità tra uomo e donna è forse una delle ricchezze più belle del nostro pianeta e non deve essere combattuta, come spesso accade, ma deve essere protetta. Protetta soprattutto dall’ignoranza di chi considera la diversità una valida giustificazione per negare un indiscutibile diritto di uguaglianza. In famiglia. Sul lavoro. Nella società.

Carolina Salomoni

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