Distinti ricordi e oltre, il romanzo d’esordio di Luigi Grassi

Distinti ricordi e oltre, il romanzo d'esordio di Luigi Grassi 1

Cosa resta di una famiglia quando una vecchia casa viene svuotata e le generazioni si susseguono? E come si intrecciano le storie di chi non c’è più con quelle di chi rimane? Sono alcune delle domande al centro di “Distinti ricordi e oltre” (Arkadia Editore, collana Eclypse), romanzo d’esordio del ferrarese Luigi Grassi, professore di Psichiatria all’Università degli Studi di Ferrara e studioso di rilievo internazionale nel campo della psico-oncologia e della medicina della persona.

La storia si sviluppa nell’arco di pochi giorni e ha per protagonista Viola, una studiosa italiana che vive e lavora a Brisbane, in Australia, tornata temporaneamente a per partecipare a un convegno. Insieme agli anziani genitori Elisa ed Eugenio, la donna si mette in viaggio verso la provincia di Alessandria, dove si trova la vecchia casa della bisnonna materna, destinata a essere svuotata per quello che si annuncia come l’ultimo saluto all’abitazione di famiglia.

È proprio tra quelle mura che Viola trova, rovistando in un baule, un libretto di racconti intitolato “Distinti Ricordi”, scritto da un misterioso parente identificato con le iniziali “GG”. Da quel momento il romanzo si sviluppa attraverso l’espediente del “libro nel libro”: le storie raccontate da GG prendono vita nella lettura di Viola e la conducono attraverso vicende legate alla guerra, alla malattia oncologica e all’amore.

Il ritrovamento del libretto diventa così un viaggio nella memoria familiare. A quelle pagine si aggiungono alcune fotografie, che spingono la protagonista a interrogarsi sui legami tra passato e presente e sul bisogno di conoscere le proprie origini. La ricerca delle radici diventa anche una ricerca di sé, dei legami di sangue e delle affinità che attraversano le generazioni.

Nel romanzo, Grassi porta nella narrativa anche la lunga esperienza maturata in ambito medico e la riflessione sul valore dell’identità e del sé. Il risultato è un racconto che mette al centro la memoria come strumento per comprendere il presente e il rapporto, spesso invisibile, con le persone e le storie che hanno preceduto ciascuno di noi.

I commenti sono chiusi.