Ferrara Musica al Ridotto: “Il canto poetico dell’Argentina” inaugura la stagione 2026/2027

Giovedì 8 ottobre l’edizione 2026/2027 della rassegna “Ferrara Musica al Ridotto” si inaugura con “Il canto poetico dell’Argentina”, una serata che avrà inizio alle 20.30 e che è promossa in collaborazione con l’Associazione Culturale Astor Piazzolla di Ferrara e l’Associazione 24 Marzo “Nunca Más”: un profondo itinerario musicale, poetico e civile nell’anima della cultura rioplatense.
Il progetto nasce dalla volontà di cantare la vita e illuminare il riscatto dell’Argentina di fronte alla memoria del golpe militare del 24 marzo 1976, trasformando l’arte, la letteratura e la musica in una voce viva contro l’oblio, la paura e il silenzio. Il programma propone un articolato percorso drammaturgico tra il Nuevo Tango, la grande letteratura sudamericana e la ricerca contemporanea: l’apertura è affidata a due capolavori di Astor Piazzolla che mostrano l’incontro tra tango e poesia, ovvero la lirica intima e nostalgica di Pequeña canción para Matilde (su versi di Pablo Neruda dedicati a Matilde Urrutia) e il serrato, sarcastico El Títere (su testo di Jorge Luis Borges del 1965), ritratto del “compadrito” guidato da un tragico destino.
La figura di Borges torna nella Milonga de dos Hermanos di Carlos Guastavino, ballata della rivalità tra i fratelli Iberra vissuta nella periferia della Costa Brava, a cui segue la commossa eleganza di Alfonsina y el mar di Ariel Ramírez e Félix Luna, zamba elegiaca in memoria della poetessa Alfonsina Storni, e la sacrale La primera palabra di Piazzolla e Horacio Ferrer. Il cuore del concerto ospita i brani di Giannantonio Mutto con Cuentos que fueron y serán e la prima esecuzione assoluta della sua Suite per pianoforte, una meditazione tastieristica tra procedimenti contrappuntistici classici, dissonanze impressioniste e slanci ritmici interpretata da Hugo Aisemberg, seguita dalla cantabilità sognante e rarefatta di Lo que quedó de un sueño per clarinetto e pianoforte di Juan Lucas Aisemberg. Il finale schiude le pagine più teatrali di Piazzolla: l’inedito arrangiamento del Tema de María per canto, oboe e pianoforte (dall’operita María de Buenos Aires su testo di Ferrer), l’impressionista Los pájaros perdidos (su testo di Mario Trejo) sul volo delle illusioni giovanili, fino al culmine travolgente di Balada para un loco, inno del 1969 alla libertà e alla sana follia dell’amore come trasfigurazione della realtà.
Questo affresco sonoro sarà arricchito dai testi e dalle poesie recitate di Mario Benedetti, Enrique Areta, Roberto Santoro, Teresa Parodi, Juan Gelman e Hebe, ed è integrato dalle immagini della ricerca fotografica a cura di Rosi Murro. A dare vita allo spettacolo è un ensemble di interpreti di spicco del panorama interculturale argentino e italiano che riunisce tre generazioni della famiglia Aisemberg: la voce recitante di Patricio Lolli, il mezzosoprano Aloisa Aisemberg, il pianista Hugo Aisemberg (tra i massimi divulgatori della musica rioplatense in Europa), l’oboista Max Gentilizzi, il clarinetto e clarinetto basso del ferrarese Fabio Bonora e la partecipazione del giovanissimo clarinettista Theo Aisemberg come ospite.
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