Il Caravaggio di Stato: trentamilioni per Maffeo
Una foto di Alessio Panunzi Studio distribuita dall’Ufficio Stampa di Palazzo Barberni mostra il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini di Caravaggio, durante l’esposizione a Palazzo Barberini nel 2024. Il capolavoro è stato acquisito dallo Stato italiano per 30 milioni di euro. ROma, 10 marzo 2026. HANDOUT ALESSIO PANUNZI STUDIO / PALAZZO BARBERINI+++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE – NO ARCHIVING – NO LICENSING – MUST CREDIT ALESSIO PANUNZI STUDIO – NPK +++
In un primo momento, il Ritratto di Maffeo Barberini sarà posizionato di fronte alla Giuditta. Si troveranno a fronteggiarsi l’ultimo Caravaggio acquistato dallo Stato per 30 milioni di euro e il penultimo: l’eroina biblica che decapita Oloferne, diventata patrimonio nazionale nel 1971. Successivamente, nel Palazzo Barberini di Roma, sarà necessario effettuare alcuni spostamenti. «Sarà creata una sala straordinaria interamente dedicata a Caravaggio», anticipa il direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica Thomas Clement Salomon. Infatti, la reggia alle Quattro Fontane, dove si sono alternati come architetti Maderno, Bernini e Borromini, ospiterà ora cinque opere del pittore maledetto: insieme al San Francesco in meditazione, al San Giovanni Battista e al Narciso. E non importa per chi attribuisce quest’ultimo allo Spadarino. La trattativa era in corso da mesi. Il buon esito era atteso. Tuttavia, ieri l’annuncio dell’acquisto della tela da parte del ministro Alessandro Giuli, in concomitanza con la presentazione del Padiglione Italia della Biennale di Venezia, è stato una sorpresa. Forse non senza calcoli, considerando il duello a distanza tra il Collegio Romano e l’istituzione guidata da Pietrangelo Buttafuoco in laguna. Grazie al nuovo comitato tecnico-scientifico del ministero, che sta gestendo fondi disponibili per acquisti finora rimasti inutilizzati, si tratta della seconda acquisizione significativa in un mese, dopo l’Ecce Homo di Antonello da Messina comprato per 14 milioni di euro.
Nel frattempo, a Palazzo Barberini si celebra. «E pensare che sembrava impossibile all’inizio – racconta Salomon – La prima volta che mi sono fatto avanti, i proprietari si sono messi a ridere. In sessant’anni quell’opera non era mai stata prestata. Solo pochi studiosi l’avevano vista in segreto». Fu il grande storico dell’arte Roberto Longhi a individuarla nel negozio di un antiquario fiorentino e a pubblicarne per la prima volta una fotografia nel 1963, sulla sua rivista Paragone, ottenendo immediatamente il consenso unanime della comunità scientifica.
Tuttavia, per decenni quel dipinto è rimasto sconosciuto ai più, celato da collezionisti privati che non avevano alcun interesse nemmeno a concederlo per le esposizioni. Sulle pubblicazioni di settore e successivamente anche sul web, circolava una sola fotografia. Fino a novembre del 2024, quando, dopo un lungo corteggiamento, l’opera fu finalmente esposta a Palazzo Barberini come anticipazione del grande evento caravaggesco per l’anno del Giubileo, conclusosi poi il 20 luglio: 450 mila visitatori e un notevole ritorno d’immagine anche per quel cardinale Maffeo, poi divenuto pontefice con il nome di Urbano VIII, che fu uno dei mecenati di Caravaggio. A citare i “ritratti” realizzati da Merisi per il prelato è, negli anni Venti del Seicento, Giulio Mancini, primo biografo dell’artista, e anche archiatra del Barberini. Il pittore, nel frattempo, è deceduto nel 1610. Poi, in quello stesso secolo, nel 1672, Giovanni Pietro Bellori scrive: «Al cardinale Maffeo Barberini, oltre il ritratto, fece il Sacrificio di Isacco», ovvero il soggetto che attualmente si trova agli Uffizi.
Sebbene i ritratti certi realizzati da Caravaggio siano una rarità assoluta – quello della cortigiana Fillide andò distrutto a Berlino sotto le bombe nel 1945 – trenta milioni di euro risultano più o meno in linea con il mercato per un’opera di questo tipo sottoposta a vincolo. Sembra, però, che inizialmente i proprietari avessero richiesto quasi il doppio. L’ultimo Caravaggio sul mercato era l’Ecce Homo scoperto a Madrid nel 2021, acquistato dal suo attuale collezionista per 36 milioni e poi concesso in prestito al Prado e alla stessa mostra romana dello scorso anno.
«Adesso saranno i musei internazionali a richiederci il nostro Maffeo – conclude Salomon – Il Mic ha compreso l’importanza della trattativa, ha messo a disposizione i fondi e, dopo due anni, c’è stato un lieto fine. Questo acquisto è per le generazioni future». E su Caravaggio, c’è da scommetterlo, sarà difficile far calare il sipario.
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