Il Louvre si conferma il museo con il maggior numero di visitatori a livello globale, seguito dai Musei Vaticani. Sorprendente il terzo posto della Corea.
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Il Museo del Louvre a Parigi
Qual è la situazione globale riguardante i musei? Quali sono le tendenze emergenti e quali istituzioni attraggono il maggior numero di visitatori, e in quali nazioni e continenti? Come ogni anno, la rivista internazionale The Art Newspaper ha recentemente diffuso il suo rapporto relativo al 2025, che offre la possibilità di rispondere a alcune di queste domande, presentando la classifica dei primi cento musei al mondo in base al numero di visitatori annuali.
Il Louvre di Parigi si conferma ancora una volta al primo posto, nonostante le problematiche legate al furto di gioielli avvenuto lo scorso ottobre (e le successive dimissioni della direttrice, Laurence des Cars, sostituita da Christophe Leribault), con oltre 9 milioni di visitatori nell’anno passato, mentre i Musei Vaticani, sotto la direzione di Barbara Jatta, mantengono saldamente il secondo posto con più di 6 milioni e 900 mila visitatori.
Il National Museum of Korea di Seul
Una vera sorpresa si presenta al terzo posto, dove emerge il National Museum of Korea di Seul (6 milioni e mezzo di visitatori), superando il British Museum di Londra, che rimane al quarto posto. Nella top ten figurano anche il Met di New York, la Tate e la National Gallery di Londra, oltre al Shanghai Museum East.
Uno degli Arazzi della manifattura Barberini in mostra ai Musei Vaticani
I dati, come stabilito dal rapporto redatto da Alexandra Timonina e Allison C. Meier, si sono stabilizzati dopo quello che The Art Newspaper definisce “l’impatto distorsivo della pandemia di Covid-19”, il che consente di comprendere i flussi turistici, ma anche di valutare l’andamento (in crescita o in calo) del soft power culturale di ciascun Paese.
I musei continuano a rappresentare centri di attrazione: complessivamente, i primi cento musei a livello mondiale hanno registrato oltre 200 milioni di visite nel 2025. Nelle aree del mondo più giovani da questo punto di vista, come il Medio Oriente (dove nei paesi del Golfo la guerra in corso nel 2026 porterà sicuramente a una significativa flessione) e in Asia, i nuovi musei si rivelano un’attrazione particolarmente forte, e il caso della Corea è solo uno degli esempi. Tuttavia, anche in nazioni con una tradizione museale più consolidata, come la Gran Bretagna, il fattore novità gioca un ruolo importante: il nuovo V&A East Storehouse ha avuto un buon inizio, attirando in media quasi 60.000 visitatori al mese, un segnale positivo per il suo gemello, il vicino V&A East, che aprirà quest’anno.
In Europa, il Prado di Madrid ha per la prima volta superato i 3 milioni e mezzo di visitatori: un dato che preoccupa il direttore Miguel Falomir, il quale ha recentemente affermato di temere il successo perché “può portare al collasso” e che il Prado “non ha bisogno di un solo visitatore in più”.
I grandi musei italiani continuano a esercitare un forte richiamo: i tre siti degli Uffizi a Firenze hanno accolto 5,3 milioni di visitatori nel 2025. Anche i grandi musei russi, molto visitati, hanno visto un flusso prevalentemente interno a causa del conflitto con l’Ucraina: il Museo Statale Russo di San Pietroburgo ha più che raddoppiato le presenze dal 2019, con oltre 5 milioni di visite quest’anno; il vicino Hermitage ha totalizzato 3,8 milioni, mentre la Tretyakov di Mosca ha raggiunto 3,1 milioni.
La crescita più notevole si osserva però al di fuori del vecchio continente, con esempi come il Shanghai Museum East (4,6 milioni di visite), i musei di Hong Kong, M+ e l’Hong Kong Palace Museum in espansione, e il notevole aumento del Museo Nazionale della Corea a Seul, che ha registrato un incremento di oltre il 70%, passando da 3,8 milioni nel 2024 a 6,5 milioni nel 2025.
Questo rappresenta uno dei maggiori incrementi in termini assoluti mai registrati da The Art Newspaper: l’interesse per la cultura e i prodotti coreani, dagli idoli del K-pop al successo della cosmesi, si traduce anche nel desiderio, da parte dei cittadini coreani e dei turisti, di esplorare le origini e il patrimonio del Paese. Riguardo a un altro importante museo al di fuori dell’Europa, il Grand Egyptian Museum alle porte del Cairo, inaugurato nel 2025 dopo vari ritardi, la rivista segnala di non avere dati verificabili.
Negli Stati Uniti, il museo più visitato è il Metropolitan Museum of Art di New York con quasi 6 milioni di visitatori, mentre Messico e Brasile, le “corazzate” del Centro e Sud America in ambito culturale, continuano a crescere. Il museo più popolare dell’America Latina è il Museo Nacional de Antropología di Città del Messico, che sta guadagnando terreno sul Met di New York con un record di 5,1 milioni di visitatori lo scorso anno (in aumento del 36% rispetto al 2024).
Infine, il Museu de Arte de São Paulo (Masp), situato a San Paolo in Brasile, ha più che raddoppiato le presenze, raggiungendo 1,2 milioni di visitatori. In generale, si è assistito a un’esplosione di visitatori nei musei in Asia e in Sud America. Al contempo, le istituzioni in Europa e negli Stati Uniti mostrano numeri sostanzialmente stabili. Mentre il 2024 era caratterizzato da mostre immersive, gli Impressionisti e i post impressionisti sembrano essere tornati in voga nel 2025: in tempi difficili, nulla rassicura come ciò che già conosciamo.
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