Iniziano i dibattiti per il cinquantenario di Repubblica con Mazzucco e Castaldo

Iniziano i dibattiti per il cinquantenario di Repubblica con Mazzucco e Castaldo 1

24/01/26 . Mostra per i 50 anni del quotidiano ItaliaNow. Laura Pertici intervista Gino Castaldo, nella foto con Andrea Silenzi. 

In piedi, seduti e accalcati davanti al palco per ascoltare i primi dibattiti al Mattatoio di Roma, dove è stata allestita la mostra commemorativa dei 50 anni di . I lettori erano numerosi ieri all’apertura dei dialoghi. Inizialmente, Melania Mazzucco ha conversato con Dario Pappalardo riguardo a come Repubblica ha narrato l’arte nella tradizione delle pagine affidate da Scalfari fin dalla sua nascita a Giuliano Briganti. «L’arte riflette la nostra essenza – ha chiarito l’autrice del del mondo – per questo è fondamentale affrontarla attraverso il quotidiano. È esattamente ciò che tento di realizzare sulle pagine di Repubblica, di cui sono stata lettrice sin dall’inizio. Le evoluzioni dei gusti, le censure di ieri e di oggi, l’arte femminile… Le opere ci osservano, ci pongono domande. ora è percepita in modo diverso rispetto a un secolo fa. E il passato non può mai essere rimosso, si interpreta con la lente attuale».

Iniziano i dibattiti per il cinquantenario di Repubblica con Mazzucco e Castaldo1

Melania Mazzucco con Dario Pappalardo

 

Dopo l’arte, è stata la volta della musica, con Laura Pertici che ha intervistato Gino Castaldo per un’ora di racconti e svago: «Io c’ero fin dal numero zero», racconta Castaldo, «ero stato contattato da Repubblica ma inizialmente non avevo accettato: erano gli anni ’70 e lavoravo per una rivista molto attiva, si chiamava Muzak. Ci fu una vera e propria assemblea per decidere se dovessi accettare. Anche allora, gli spettacoli erano legati alla politica». Poi arrivò il settimanale Musica: «L’avevamo concepito con Ernesto Assante e Bob Campagnano, ma nessuno di noi aveva il coraggio di parlarne con Scalfari. Alla fine toccò a me: sudando profusamente, iniziai a blaterare di concetti come “la lettura a due velocità”. Lui rimase in silenzio. Alla fine disse: “Non ho afferrato nulla di ciò che mi hai detto, ma mi sembra un’ottima idea”». Successivamente, ci furono le esperienze di XL e Webnotte con Ernesto. «Una volta», ricorda Castaldo, «disse in diretta: “tu Gino, sei il mio migliore amico”. Non lo dimenticherò mai».

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