Limes al festival per esaminare i nuovi equilibri globali.

Limes al festival per esaminare i nuovi equilibri globali. 1

Il mondo evolve, ma noi continuiamo a percepirci e a considerarci gli stessi. Come se la rivoluzione in atto, originata dalla crisi di identità degli Stati Uniti, non ci riguardasse. Possiamo permetterci questa indifferenza? E se non possiamo, quali azioni intraprendere? Questo rappresenta il fulcro del XIII Festival di Limes, che avrà luogo da domani fino a domenica 15 febbraio a Genova, presso il Palazzo Ducale. Il titolo coincide con quello del nuovo volume di Limes: “L’Italia nella rivoluzione mondiale”.

Al festival parteciperanno esperti e decisori italiani e internazionali, tra cui americani, cinesi, tedeschi, polacchi e israeliani (consultare il box con il programma, ingresso libero). L’inaugurazione è programmata per le 17 di domani, con l’esposizione delle carte di Limes a cura di Laura Canali.

La presenza di prestigiosi ospiti americani ci offrirà l’opportunità di analizzare il periodo del Numero Uno. Oltre a e ai suoi sostenitori, è fondamentale comprendere a che punto si trova il cambiamento di regime avviato nel primo anno di questa amministrazione. Questo è cruciale per il futuro assetto del mondo, e quindi per il ruolo dell’Italia nel nuovo scenario. Quattro aspetti emergono e saranno al centro dei dibattiti.

Primo: la guerra civile a bassa intensità che sta lacerando la società americana. Molti cittadini statunitensi non vedono più negli altri americani dei compatrioti. Questo fenomeno si riflette anche all’interno delle famiglie, sempre più “monopartitiche” (solo il 4% dei matrimoni avviene tra democratici e repubblicani), e nell’atomizzazione della società (ognuno per sé, nessuno per tutti). Le strutture sociali, dalla famiglia alle comunità fino alle istituzioni, risultano sempre più svuotate. Le faglie razziali tornano a essere evidenti, accentuate dalla scelta trumpiana di ripristinare il canone bianco/cristiano/anglogermanico minacciato dall’immigrazione ispanica e asiatica. Non sorprende che Trump abbia avvertito i leader delle Forze armate di non combattere contro russi o cinesi, ma “il nemico interno”. In sostanza, tutti coloro che mettono in discussione l’idea di America sostenuta dal presidente, che aspira a una improbabile monarchia assoluta guidata dalla sua “moralità”.

Secondo: la rinuncia all’egemonia globale. La strategia di sicurezza lo chiarisce: l’egemonia non è né realizzabile né auspicabile. Trump sfrutta la rabbia anti-globalista delle classi medie e basse. La delocalizzazione dell’industria, con gravi ripercussioni in alcuni settori produttivi, richiede di rilanciare un “capitalismo nazionale” il cui criterio non sia solo il profitto, ma soprattutto la sicurezza dell’America. Anche per questo, il ruolo del Big Tech e della Big Finance è cruciale.

Terzo: L’America abbandona l’impero globale e cerca di definire un impero nazionale incentrato sul continente panamericano, ovvero l’Emisfero Occidentale. Con l’annessione o il controllo di fatto della facciata nord-occidentale — Canada e — degli Stati Uniti, oltre al Canale di Panamá e alla frontiera del Rio Grande con il Messico. Tutte le energie devono essere concentrate nella sfida con la Cina. Il terreno di confronto e di possibile compromesso è quello delle alte tecnologie, in particolare del quantum computing e dell’intelligenza artificiale.

Quarto. Di conseguenza, la proiezione della potenza in Europa sarà limitata, anche se le principali basi, con i relativi contingenti, rimarranno. L’assegnazione all’Italia del comando Nato di rappresenta un segnale concreto di questo spostamento. Un’indicazione di come l’Italia debba assumere responsabilità che non ha più affrontato da ottant’anni di pace garantita dall’ombrello a stelle e strisce. In particolare, per contribuire a pacificare o almeno attenuare i conflitti che infuriano alle nostre frontiere orientali () e meridionali (guerre di Israele).

Domenica alle 18.30 i lavori si concluderanno con un confronto tra la redazione di Limes e il pubblico, per discutere insieme quali passi possiamo intraprendere nel contesto della rivoluzione in atto. Consapevoli che se non cambiamo noi, saranno gli altri a farlo, secondo i loro .

L’EVENTO

XIII Festival di Limes, dal 13 al 15 febbraio. Palazzo Ducale, Sala del Maggior Consiglio, streaming sul Canale YouTube di Palazzo Ducale. Ingresso libero. Info: limesonline.com

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